'Ndrangheta, mani della cosca Mancuso su fondi Ue: 9 arresti

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Fra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare ci sono politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria. Coinvolto anche il padre della sposa che arrivò in elicottero in centro a Nicotera

Minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, abuso d’ufficio e turbativa d'asta. Sono queste le accuse mosse nei confronti di nove persone fra cui si trovano anche politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria coinvolti con la cosca ‘ndranghetista dei Mancuso di Limbadi nella gestione dei fondi europei destinati alle famiglie in difficoltà. Fra gli indagati ci sarebbero anche un ex assessore e attuale consigliere regionale di Forza Italia, l'ex presidente della fondazione "Calabria etica" e anche l’ex direttore generale del dipartimento lavoro della Regione. 

 

Arrestato padre della sposa che arrivò in elicottero a Nicotera - Nel gruppo delle nove persone arrestate, c'è anche il padre della sposa che il giorno delle sue nozze atterò in elicottero nella piazza di Nicotera. Per l'occasione, nel settembre 2016, il centro cittadino era stato chiuso con le transenne comunali e l'elicottero aveva raggiunto indisturbato la sua destinazione (VIDEO). Dopo l'episodio, la Dda di Catanzaro aveva aperto un'inchiesta e il Comune di Nicotera era stato sciolto per infiltrazioni mafiose per fatti che però risalivano a prima del matrimonio. Gli inquirenti ritengono che il padre della sposa sia vicino alla cosca dei Mancuso, così come suo suocero, e che abbia "una natura ambigua e versatile".

 

La gestione dei fondi europei - L’inchiesta "Robin Hood" si è concentrata principalmente sulla gestione dei fondi di credito sociale che arrivavano da Bruxelles. In particolare, l'attività ha accertato l’esistenza di un comitato d'affari che distraeva i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale "Credito sociale", indirizzandoli su conti correnti di società private, anche all’estero. Oltre che alle ordinanze di custodia cautelare, è in corso di esecuzione un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa due milioni di euro. L'operazione è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, e il provvedimento è stato eseguito dal Ros insieme alla Guardia di finanza di Vibo Valentia.

 

Le reazioni - "L'ennesimo caso di commistione fra mafia e politica che vede coinvolti amministratori pubblici della Regione Calabria, esponenti politici ed imprenditori, rappresenta l'emblema di come il sistema mafioso sia radicato nelle nostre istituzioni". Questo il commento di Laura Ferrara, esponente del Movimento 5 Stelle e vice presidente alla commissione Affari legali del parlamento europeo. "La totale assenza della cultura della legalità", ha continuato Ferrara, "è una piaga sociale spesso divenuta normalità nella Regione Calabria".

 

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