Eutanasia, Fabiano Antoniani: "Caro Mattarella, voglio morire"

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Cieco e tetraplegico in seguito a un incidente, un 39enne si è rivolto al presidente della Repubblica per chiedere al mondo politico di intervenire sul fine vita. “Ho lottato, ma ora vorrei essere libero di smettere di vivere”

 

“Signor presidente della Repubblica, mi chiamo Fabo e vorrei essere libero di morire”. Fabiano Antoniani, per gli amici Fabo, è diventato cieco e tetraplegico in seguito a un incidente stradale. Oggi ha 39 anni e dopo molte terapie senza esito, ha maturato la consapevolezza di voler porre fine a una quotidianità che non chiama più vita e a un’esistenza che non ha scelto.

 

La campagna #FaboLibero - Per questa battaglia l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato la campagna #FaboLibero, che ha aiutato Fabiano Antoniani a raccontare la propria storia direttamente al capo dello Stato. Lo ha fatto con un video, per sollecitare le istituzioni a intervenire sul fine vita: un tema che a 10 anni dalla morte di Piergiorgio Welby, ancora non è regolamentato in Italia.

 

 

"Ho lottato, ma ora voglio morire" - Fabo prima dell’incidente era un dj amante di viaggi e sport. Ora è un ragazzo immobilizzato a letto, assistito dalla madre e da Valeria: la fidanzata che presta la sua voce nell’appello a Mattarella. Fabo spiega di non essere depresso, mantiene il senso dell'ironia, ma si sente umiliato dalle proprie condizioni: immobile e al buio, considera la propria condizione insopportabile, consapevole che potrebbe durare per decenni.

 

Il Parlamento discute il testamento biologico - Per decidere sulla propria vita, Fabo ha bisogno che le istituzioni intervengano per regolamentare l’eutanasia. Il prossimo 30 gennaio la Camera discuterà per la prima volta il testo di legge sul testamento biologico. Il primo passo, spera l’Associazione Coscioni, verso il riconoscimento del diritto di ciascun individuo di essere libero di scegliere sul proprio fine vita.

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