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"Ci gettiamo alle spalle oltre sette anni di una vicenda processuale che ci ha devastato". Così la sorella di Stefano commenta la decisione della Procura di accusare i 3 carabinieri di omicidio preterintenzionale

“E’ un momento storico, un momento importantissimo, è la dimostrazione che non bisogna mai smettere di credere nella giustizia” queste le parole con le quali Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, commenta la chiusura dell’inchiesta bis della Procura di Roma sul pestaggio ai danni del giovane geometra, morto una settimana dopo. "Ci gettiamo alle spalle anni durissimi, di dolore, di sacrifici, di tante lacrime amare. Ma valeva la pena continuare a crederci".

 

Ai tre carabinieri che lo arrestarono il 15 ottobre 2009 è stata contestata l'accusa di omicidio preterintenzionale e abuso di autorità, mentre per altri due carabinieri sono ipotizzati i reati di calunnia e di falso. “Ci siamo buttati alle spalle oltre sette anni di una vicenda processuale che ci ha devastato” aggiunge Ilaria Cucchi. “Non lo so come sarà la strada che ci aspetta d'ora in avanti, sicuramente si parlerà finalmente della verità, ovvero di omicidio”. 

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