Troppo caldo sulle piste, oltre 40 voli cancellati in Arizona

Un aeromobile della American Airlines (Getty Images)
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Le alte temperature previste per la giornata di martedì presso l'aeroporto di Phoenix, intorno ai 48 gradi, sarebbero state superiori alla soglia di sicurezza di Airbus, Boeing e Bombardier

Oltre 40 voli sono stati cancellati dalle partenze previste per martedì dall'aeroporto di Phoenix, Arizona. La ragione: il caldo estremo che in giornata avrebbe raggiunto i 48 gradi centigradi. Fra le compagnie che hanno depennato il maggior numero di voli è stata la American Airlines, che fra le 15 e le 18 (le ore considerate più a rischio) ha rimosso i collegamenti per Santa Barbara, Palm Springs, Los Angeles e Tucson.

Le temperature massime

A seconda del tipo di aeromobile variano leggermente le temperature entro le quali è possibile decollare in sicurezza. Secondo quanto comunicato dalla American Airlines, gli Airbus possono “reggere” 47,2 gradi, i Boeing 46,6, mentre i Bombardier CRJ 47,7. Tutte temperature che, nella giornata di martedì, sarebbero state superate. Il caldo diventa un problema per gli aerei in quanto influisce sulla loro capacità di decollo: se l'aria è rovente, diventa meno densa, oppone meno resistenza e, di conseguenza, aumenta la velocità richiesta al velivolo per staccarsi da terra. La lunghezza della pista, in tali casi, potrebbe rivelarsi insufficiente a raggiungere le velocità necessarie, con ovvi rischi per la sicurezza. Ai passeggeri rimasti a terra a causa del caldo straordinario è stata offerta la possibilità di prenotare un nuovo volo o di richiedere un rimborso completo.

L'ondata di caldo

Secondo l'agenzia americana per la meteorologia (Noaa) lo scorso maggio è stato il terzo più caldo mai registrato dal 1880 (il primo anno in cui si sono effettuate rilevazioni). Per quanto riguarda la scorsa primavera nel suo complesso, aveva sottolineato la Coldiretti riferendosi all'Italia, sarebbe stata la seconda più calda di sempre. Il riscaldamento globale, ha recentemente rilevato una ricerca pubblicata su Nature Climate Change, pone problemi per la stessa sicurezza e accresce i rischi di morte per ipertermia; un rischio cui è esposto un terzo della popolazione mondiale.

 

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