Rinnovabili, 50 milioni di barili di petrolio in meno con l'eolico

Sfruttando il potenziale dell'energia eolica in Italia, sarebbe possibile risparmiare 50 milioni di barili di petrolio entro il 2030 (foto: archivio Getty Images)
2' di lettura

Lo sostiene uno studio sul potenziale di questa fonte energetica in Italia, presentato dall’Associazione nazionale energie del vento (Anev)

Un risparmio di quasi 50 milioni di barili di petrolio. Sarebbe questo il risultato potenziale dello sviluppo dell'eolico onshore e offshore in Italia. Il dato emerge dallo studio realizzato dall’Anev (Associazione nazionale energie del vento) dal titolo "Il contributo dell’eolico italiano per il raggiungimento degli obiettivi al 2030". Lo sfruttamento dell’eolico, inoltre, potrebbe ridurre notevolmente, secondo il rapporto, le emissioni nocive per l’ambiente.

Gli obiettivi raggiungibili entro il 2030

Nello studio realizzato dall’Anev è stato calcolato il potenziale dell'eolico nel nostro Paese e definita una stima degli obiettivi raggiungibili entro il 2030 attraverso il suo sviluppo. In pratica, secondo l’associazione, il potenziale raggiungibile in circa 13 anni sarebbe pari a oltre 17 mila megawatt per una produzione di 36,46 terawattora, il corrispettivo di 606 kilowattora pro capite di energia. Se queste stime si rivelassero corrette, il raggiungimento dei target indicati entro il 2030 consentirebbe di risparmiare quasi 50 milioni di barili di petrolio e non solo. Sarebbe possibile, infatti, evitare anche la produzione di 9mila tonnellate di polveri, 25 milioni di tonnellate di Co2, oltre a 75mila tonnellate di ossidi di azoto che vengono emessi durante i processi di combustione dell’aria (dai camini a legna, ai motori delle auto fino alle centrali termoelettriche) e 55mila tonnellate di anidride solforosa, un altro dei principali inquinanti atmosferici a base di zolfo.

Le finalità dello studio

Il segretario scientifico dell’Anev, Luca Di Carlo, che ha presentato lo studio nella sede dell’associazione a Roma ha evidenziato che questo rapporto fornisce un dato scientifico sul potenziale eolico dell’Italia, anche e soprattutto in funzione degli obiettivi europei in materia di energia e clima al 2030. Lo scopo, quindi, sarebbe quello di fornire uno strumento che si riveli utile alla definizione di un piano energetico nazionale.

Energia sostenibile

Come sottolinea l’Anev in una nota sul proprio portale, l’energia eolica non consuma materie prime e ha un impatto ambientale di gran lunga inferiore ad altre fonti di energia. L’eolico – si legge sul sito – non comporta trivellazioni, estrazioni, raffinazioni o costruzioni di oleodotti. Non produce emissioni dannose per l’atmosfera come la Co2 o altri gas serra. Secondo Anev, inoltre, non comporterebbe una variabilità nel costo dell’energia, rappresentando un’innovazione tecnologica dall’alto potenziale energetico. L’eolico – conclude Anev - "non produce rifiuti radioattivi, non consuma combustibili, ha impatto minimo sulla fauna avicola, riduce la dipendenza energetica e l’importazione di materie prime e porta benefici alla bilancia commerciale".

Leggi tutto