Eolico: Italia quinta in Europa per capacità produttiva

Le pale eoliche sono state spesso oggetto di critiche per l'impatto estetico sul paesaggio (Getty Images)
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Secondo il rapporto Global wind energy 2016, questa fonte di energia potrà soddisfare fino al 20% del fabbisogno elettrico mondiale entro il 2030. Nel nostro paese la potenza installata è pari a 9 GigaWatt

L'eolico potrà soddisfare una quota compresa fra l'11 e 20% della domanda di energia elettrica mondiale entro il 2030. E l'Italia è al quinto posto in Europa nello sfruttamento di questa fonte rinnovabile: lo scrive il Global wind energy council nel suo ultimo report. Nel 2015 le pale eoliche hanno coperto il 7% fabbisogno del fabbisogno di elettricità nel mondo, un trend destinato ad aumentare se l'impegno preso da 196 paesi nella Conferenza sul clima dello scorso dicembre avrà un seguito concreto.

 

L'eolico in Europa e in Italia – Il rapporto Global wind energy 2016 ha messo in luce quanto l'Europa sia in prima linea nello sviluppo dell'energia eolica nel mondo: basti pensare che nell'Unione Europea, con una capacità degli impianti eolici arrivata a 141,6 GigaWatt (GW), è stata installata circa la metà della nuova potenza del settore a livello globale nello scorso anno (il 44,2%, per la precisione). Molta parte di questo avanzamento è dovuta all'impegno della Germania, che ha espresso la volontà politica di soddisfare l'80% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2080. Berlino, infatti, conduce la classifica europea per potenza installata da fonti eoliche con i suoi 44,9 GW e, nel solo 2015, ha contributo per il 47% alla quota dei nuovi impianti avviati nell'Ue. L'Italia - con una disponibilità di vento inferiore rispetto a molte altre nazioni del Vecchio Continente - si trova al quinto posto in Europa per capacità produttiva di energia eolica: con 9 GW, infatti il nostro paese segue a distanza Germania, Spagna (23 GW), Regno Unito (13,6 GW) e Francia (10 GW).  

 

Il ruolo della politica – Secondo lo studio, quel 20% di domanda energetica soddisfatta dal vento potrà essere raggiunto solo in quello che viene definito come lo scenario più “avanzato”. Esso include “un forte impegno politico internazionale nel raggiungimento degli obiettivi climatici”, e che “la politica energetica nazionale sia guidata dal bisogno di maggiore sicurezza energetica, di stabilità dei prezzi, di creazione di posti di lavoro e dalla tutela dell'acqua dolce”, scrive il Gwec. Nello scenario meno ambizioso si stima, comunque, un valore di energia eolica in grado di passare dai 432,7 GW del 2015 ai 1260 entro 2030.

 

Più lavoro, meno inquinamento - Nello “scenario avanzato” contenuto nelle proiezioni del Gwec sul futuro dell'energia eolica, la potenza installata entro il 2030 potrebbe invece raggiungere i 2110 GW, con 200 miliardi di euro investiti nel settore ogni anno. Le implicazioni sarebbero favorevoli per il lavoro, con la creazione di 2,4 milioni di nuovi posti nel mondo; ma anche per l'ambiente, com'è ovvio: le tonnellate di anidride carbonica (CO2) risparmiate ogni anno raggiungerebbero, infatti, quota 3,3 miliardi.

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