G7 Energia, gli Usa frenano: salta la dichiarazione congiunta

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Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha spiegato che i sette Paesi non hanno trovato un accordo su tutti i punti del summit perché gli Stati Uniti si trovano “in un processo di revisione”, specialmente sul tema del climate change e dell'accordo di Parigi

Si chiude senza una dichiarazione congiunta dei sette Paesi il G7 Energia che si è svolto ieri, domenica 9 aprile, e oggi a Roma. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, spiegando che "non è stato possibile firmare una dichiarazione congiunta su tutti i punti" dal momento che "l'amministrazione Usa si trova in un processo di revisione" della politica energetica.

 

Calenda: “Nessuna frizione con gli Usa” - Gli Stati Uniti stanno rivedendo le proprie politiche energetiche, in particolare il tema del climate change e dell'accordo di Parigi, ma Calenda ha spiegato che "con l'amministrazione Usa c'è stato un dibattito molto costruttivo e non c'è stato nessun tipo di frizione". Il ministro ha parlato di "un approccio molto positivo" da parte degli americani, e ha aggiunto: "Rispettiamo il fatto che gli Stati Uniti stanno rianalizzando la propria posizione".

 

“Consenso su molti temi” - "In qualità di presidente del G7 l'Italia è impegnata a trovare un terreno comune e a mettere in evidenza ciò che ci tiene uniti”, ha spiegato Calenda. "Il consenso è stato raggiunto su molti importanti temi - ha aggiunto - come lo sforzo congiunto per sostenere la sicurezza energetica dell'Ucraina, il ruolo futuro del gas naturale e la cybersicurezza". Con l'esclusione degli Usa, poi, è stato confermato da parte dei membri del G7 e dall'Unione Europea "l'impegno a implementare l'accordo di Parigi sul clima, che rimane forte e deciso".

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