Storia di una bottiglia, dalla raffineria ai pesci che mangiamo. FAQ

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Dalle nostre tavole agli oceani, dove forma isole enormi, fino ai frammenti ingeriti dai pesci che finiscono nei piatti. Ecco una serie di domande e risposte per capire tutti i rischi della plastica. Per l’ambiente e per l’uomo. E cosa possiamo fare per evitarli. LO SPECIALE

Qual è il ciclo di vita di una bottiglia di plastica?

La plastica è un prodotto ricavato dal petrolio e dal gas. Il prodotto ottenuto viene poi fuso in varie fogge. Le bottiglie di plastica, dopo essere riempite negli stabilimenti, vengono distribuite ai consumatori che devono poi smaltirle nell'apposita raccolta differenziata. Quando questo avviene la plastica viene riciclata – riportata a uno stato in polvere e riassemblata altrimenti – e si ripresenta sia come nuovo oggetto che come combustibile alternativo (prevalentemente in ambito industriale).

 

Quanta plastica c’è nel mondo?

Tanta. Ed è in aumento. La produzione di materie plastiche è cresciuta costantemente dagli anni '50 a oggi: nel 1950 la produzione globale ammontava a 1,5 milioni di tonnellate; nel 1976 superava la soglia dei 50 milioni di tonnellate; nel 1989 sfondava quota 100 milioni di tonnellate annue; nel 2015 i milioni di tonnellate sono stati 322 e le previsioni per il futuro immaginano un raddoppio dell'attuale produzione entro due decadi. (dati: Plastic Europe)

Quanta plastica viene effettivamente riciclata?

Solo il 14 per cento. Il 40 per cento finisce nelle discariche di rifiuti, il 14% negli inceneritori e/o impianti per recupero energetico, il 32 per cento è abbandonato nell'ambiente. (dati: World Economic Forum)


Cosa succede se non viene smaltita correttamente?

Purtroppo spesso il rifiuto non viene smaltito in modo corretto e finisce in discarica o abbandonato nell'ambiente; in questo modo gran parte delle bottiglie terminano in mare. In questo caso, oltre a costituire un grave problema per l'ecosistema, la plastica non smaltita rappresenta anche un enorme spreco: la produzione annua equivale approssimativamente a 100 miliardi di euro, di questi 78 miliardi non vengono riutilizzati in alcun modo, inquinando l'ambiente. (dati: World Economic Forum)


Della plastica non riciclata quanta ne finisce in mare?

Non è possibile avere dati certi sulla quantità di plastica che finisce in mare. Le stime più attendibili e condivise indicano in 150 milioni di tonnellate il peso totale dei detriti plastici negli oceani. Dato che le bottiglie di plastica sono molto leggere, l'ingombro in termini di metri quadrati è notevole. (dati:World Economic Forum)


La situazione sta migliorando?

No. Nel 1965 per ogni kg di pesce c'erano 10 grammi di plastica in mare (rapporto di 100:1); nel 2014 200 grammi di plastica (rapporto di 5:1) e, stando alle previsioni, nel 2050 per ogni kg di pesce ci sarà 1 kg di plastica. (dati: World Economic Forum)


Cosa succede alla plastica quando arriva in mare?

Le bottiglie di plastica che finiscono in mare impiegano quasi mille anni per dissolversi. Nel frattempo galleggiano e vengono trasportate dalle correnti. Nel tempo si frantumano in pezzi di dimensioni più piccole. I detriti si raggruppano in agglomerati che qualcuno ha definito isole.


Come si formano le cosiddette isole di plastica?

Le correnti oceaniche spingono i detriti di plastica verso alcune zone marine ben localizzate, la massa di plastica accumulatasi negli ultimi 60 anni è tale che questi agglomerati hanno raggiunto dimensioni molto estese, tanto da guadagnarsi l'appellativo di “isole di plastica”.


Quante sono queste isole?

Ci sono almeno quattro isole di plastica, la più estesa – e la prima ad essere stata scoperta – nel Pacifico settentrionale; altre sono state identificate nel Pacifico meridionale, nell'Oceano Atlantico e nell'Oceano Indiano. Sono composte di detriti visibili ad occhio nudo e di frammenti di microplastica. (dati:National Oceanographic and Atmosferic Administration)


Macroplastica e microplastiche: che cosa è la microplastica?

Per microplastica si intendono i detriti di materie plastiche che hanno dimensioni inferiori ai 5 millimetri. La microplastica in mare finisce direttamente, nel caso di alcuni prodotti cosmetici (tipicamente quelli con i cosiddetti 'micogranuli') e di alcuni detersivi, e indirettamente, come risultato della frantumazione di oggetti di plastica più grandi. Le dimensioni ridotte di questi detriti creano più di un problema per il loro recupero e costituiscono una insidia per l'alimentazione della fauna marina.

 

I pesci mangiano la plastica?

La plastica galleggia e viene comunemente scambiata per cibo dagli animali marini, che la ingeriscono. La plastica nuoce agli animali marini in almeno due modi: soffocandoli, o riempendo loro lo stomaco e fornendo una sensazione di sazietà che non corrisponde a nutrizione e che li porta a morire di fame. Il problema non riguarda solo pesci, molluschi e cetacei; un recente studio condotto in Australia ha svelato che 9 uccelli marini su 10 hanno ingerito plastica. (dati: American Association for the Advancement of Sciences)

 

Quali danni alla fauna marina e quali agli uomini?

Mentre i detriti di plastica di dimensioni superiori al centimetro procurano un danno esclusivamente alla fauna marina, perché non vengono assimilati, i detriti più piccoli e segnatamente la microplastica viene ingerita ed entra nell'organismo degli animali. Soprattutto i molluschi sono ricettivi nei confronti della microplastica.

 

Cosa possiamo fare per ripulire i mari dalla plastica?

Il problema principale è la superficie immensa dei mari. Molte soluzioni sono allo studio, la più avanzata è quella trovata da uno studente olandese, Boyan Slat, e battezzata Ocean Clean up che ha ricevuto il supporto di diversi finanziatori e che nel 2017 sarà condotta in fase sperimentale, con la speranza di iniziare l'attività di rimozione dell'isola di plastica del Pacifico settentrionale a partire dal 2020. (dati: The Ocean Cleanup Project)

 

Quali risultati ci si aspetta da questa soluzione?

In base ai calcoli degli oceanografi, se non venisse più immessa plastica in mare, Ocean Clean up sarebbe in grado di recuperare tutti i detriti più ingombranti in dieci anni. Purtroppo questa soluzione non è in grado di recuperare anche la microplastica.

 

Cosa dobbiamo fare?

L'unica cosa da fare è allungare il ciclo di vita della bottiglia, evitando che venga abbandonato nell'ambiente dopo un solo utilizzo. Differenziare correttamente il rifiuto di plastica, depositandolo negli appositi raccoglitori, rappresenta un guadagno economico ma soprattutto un guadagno ambientale e per la salute pubblica. Il pianeta è uno, il mare non ha confini, così come le falde acquifere, e la bottiglia di plastica abbandonata al mare finisce a ben vedere nel nostro piatto.

 

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