Mottarone, un anno fa la strage. La madre di una vittima: "Abbandonati da tutti"

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Il 23 maggio 2021 la caduta della cabina della funivia provocò la morte di 14 persone. Unico sopravvissuto il piccolo Eitan

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Un anno fa, il 23 maggio 2021, il crollo di una cabina sulla funivia Stresa-Alpino-Mottarone (LE FOTO DELL'INCIDENTE - I PRECEDENTI), nel Verbano, provocò la morte di 14 persone. Ci fu un unico sopravvissuto, il piccolo Eitan, il bambino che ora dopo una lunga battaglia legale si trova in Italia con la zia paterna Aya Biran. Dopo mesi di lavoro, l'8 novembre la cabina è stata rimossa. Oggi si è svolta l'inaugurazione del cippo dedicato alle 14 vittime nel punto dove si è verificato l'incidente. "È passato un anno, ma nessuno si è fatto sentire. Ci hanno tutti abbandonato", ha affermato la madre di Elisabetta Personini e nonna del piccolo Mattia, due delle vittime della strage del Mottarone.

Sindaca di Stresa: "Fare giustizia è doveroso"

"Fare giustizia è doveroso, la città di Stresa lo chiede con forza e vi abbraccia tutti", ha detto la sindaca della cittadina sul Lago Maggiore, Marcella Severino, rivolgendosi ai parenti delle quattordici vittime. All'inaugurazione del cippo commemorativo la prima cittadina, visibilmente commossa, ha "ricordato la disperata ricerca di un battito, di un respiro tra tutti quegli zainetti simbolo di un giorno che doveva essere di festa. Invece c'era solo silenzio. Poi qualche giorno dopo le coltellate, quando si è scoperto che forse si poteva evitare...".

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La madre di Elisabetta Personini: "Vogliamo conoscere la verità"

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Prima di recarsi all'inaugurazione del cippo ai caduti la mamma di Elisabetta Personini ha spiegato ai giornalisti che dopo l'incidente "nessuno si è fatto sentire, ci hanno tutti abbandonato. Non ci hanno fatto neanche le condoglianze. È peggio del ponte Morandi". La donna chiede di "conoscere la verità e che giustizia sia fatta in fretta".

Famiglia materna di Eitan: "Continueremo a lottare per lui"

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In una nota diffusa dal portavoce Gadi Solomon, l'intera famiglia materna del piccolo Eitan spiega che "Eitan è con noi nei nostri cuori e nei nostri pensieri. Continueremo a lottare per lui perché cresca in Israele, la sua casa naturale, casa della sua famiglia, luogo di sepoltura dei suoi genitori e del fratellino". Anche se "siamo stati condannati" ad essere distanti da Eitan e a limiti di tempo per parlargli "non abbiamo mai rinunciato e non rinunceremo mai - ha continuato la nota - al diritto di far parte della sua vita e alla possibilità che lui torni in Israele".

Il legale della famiglia paterna: "Sicuri che emergerà verità"

La famiglia paterna del piccolo Eitan è "sicura che le indagini penali in corso raggiungeranno le conclusioni nel miglior modo possibile ed emergerà finalmente la verità". Così Emanuele Zanalda, legale della famiglia Biran e Mirko Burano, che rinnova la richiesta di privacy delle due famiglie "per permettere loro di gestire una vita il più possibile normale in queste circostanze anomale".

Cirio: "Tragedia non deve cadere nell'oblio"

"Chiedere giustizia non fa tornare indietro le persone, ma è un dovere che le istituzioni devono garantire", ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, all'inaugurazione del cippo. "È un momento doloroso per tutti - ha sottolineato il governatore - e credo che le istituzioni facciano bene ad onorare le vittime perché questa tragedia non cada nell'oblio".

Il procuratore di Verbania: "Giustizia nostro obiettivo"

"Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare una risposta alle richieste di giustizia". Lo ha detto il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, parlando con i giornalisti in occasione del primo anniversario della tragedia del Mottarone. "Oggi è il giorno del silenzio - si è limitata ad aggiungere nei pressi del cippo con i nomi delle quattordici vittime - Ed è il giorno delle famiglie che con grande forza e coraggio sono saliti sin qui a ricordare i loro cari che non ci sono più". "Niente potrà sollevare queste persone dal loro dolore", ha aggiunto.

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