No Tav, Lamorgese: "Violenze inaccettabili contro la polizia"

Piemonte
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Così il ministro dell'Interno: "Vicinanza e solidarietà ai due agenti rimasti feriti negli scontri di ieri sera nei pressi del cantiere di Chiomonte. Da parte loro, i No Tav rivendicano l'attacco di ieri al cantiere della Torino-Lione: "Non basteranno diecimila agenti per fermarci". Il presidente Cirio: "Chi rispetta la propria terra non la mette a ferro e fuoco"

"Sono assolutamente inaccettabili episodi di gravissima violenza che mettono in pericolo l'incolumità degli operatori di polizia e che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare liberamente". Così il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese che ha espresso "vicinanza e solidarietà ai due agenti rimasti feriti negli scontri di ieri sera nei pressi del cantiere di Chiomonte", ringraziando "tutte le donne e gli uomini delle forze dell'ordine e dell'Esercito impegnati quotidianamente per tutelare la sicurezza e l'ordine pubblico in Val di Susa". (NO TAV)

Il Capo della Polizia, Lamberto Giannini, ha invece fatto sapere di aver "costantemente seguito" le fasi della "violenta aggressione" e "la complessa gestione dell'ordine pubblico", tenendosi in contatto col questore di Torino, Giuseppe De Matteis, e "sincerandosi più volte sulle condizioni di salute dei poliziotti feriti". Giannini, tramite una nota, ha quindi manifestato "la sua vicinanza alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, delle altre forze di polizia e dell'Esercito".

No Tav: "Diecimila agenti non basteranno a fermarci"

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Da parte loro, i No Tav rivendicano l'attacco di ieri al cantiere della Torino-Lione: "Non basteranno diecimila agenti per fermarci", scrivono sui social dove spiegano, con tanto di foto, di essere riusciti a "entrare all'interno del cantiere e a mettere fuori uso un Lince dell'Esercito". Un riferimento alle affermazioni del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che alla Camera ha annunciato di avere assegnato a luglio quasi 10mila unità di rinforzo per seguire le proteste in Val Susa "con la massima attenzione.

Le parole di Cirio

Su quanto accaduto nelle ultime ore in Val di Susa è intervenuto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: "Chi rispetta la propria terra - ha dichiarato - non la mette a ferro e fuoco. Chi rispetta la democrazia non calpesta il diritto di esprimere le proprie idee, di manifestare, trasformandolo in guerriglia. Chi rispetta il proprio Paese non ne prende a sassate chi gli dedica la vita ogni giorno con indosso una divisa. E se qualcuno pensa di chiamare questa 'libertà' si sbaglia di grosso". Poi ha aggiunto: "Le scene viste ieri si chiamano in un solo modo: delinquenza. E il Piemonte non si riconosce in tutto questo". Cirio ha quindi espresso la propria "solidarietà a tutte le Forze dell'Ordine e a ogni cittadino della Valle che vive con rispetto la propria terra e le sue istituzioni".

La condanna da parte della sindaca Appendino

Condanna anche da parte della sindaca di Torino, Chiara Appendino, da sempre schierata contro l’opera: ”Manifestare, protestare, contestare, sono azioni sempre legittime e da tutelare in democrazia. La violenza invece no, non può e non deve trovare spazio. Esprimo ferma condanna per i violenti attacchi alle Forze dell'Ordine avvenuti in Val Susa", le parole della prima cittadina.

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