Funivia Mottarone, il caso del cambio del giudice arriva al Csm

Piemonte

Investire "con immediatezza la commissione competente e subito dopo l'assemblea plenaria affinché si intervenga con massima tempestività per valutare la correttezza della decisione” è quanto chiedono i consiglieri Ardita e Di Matteo riguardo la sostituzione del giudice Donatella Banci Buonamici

Arriva al Csm il caso della sostituzione in corsa d'opera del giudice, Donatella Banci Buonamici, che si occupava dell'inchiesta sull'incidente della funivia Mottarone-Stresa nel quale hanno perso la vita 14 persone.  (LE INDAGINI - L'INCIDENTE DEL 23 MAGGIO - LE FOTO - LE VITTIME) I consiglieri Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo hanno infatti chiesto al Comitato di presidenza l'apertura di una pratica. Il Comitato si riunirà domani e in giornata potrebbe arrivare la decisione.

La richiesta di Ardita e Di Matteo

Investire "con immediatezza la commissione competente e subito dopo l'assemblea plenaria affinché si intervenga con massima tempestività per valutare la correttezza della decisione adottata e la sua eventuale incidenza sui principi in tema di precostituzione del giudice", chiedono al Comitato di presidenza del Csm i consiglieri Ardita e Di Matteo.
Anche i consiglieri togati di Magistratura Indipendente - Loredana Miccichè, Paola Braggion, Antonio D'Amato e Maria Teresa Balduini - sollecitano l'intervento del Csm e si uniscono alla richiesta dei colleghi Ardita e Di Matteo al Comitato di presidenza del Csm di investire "con urgenza" la Commissione competente sulla correttezza della decisione aodttata dal residente del tribunale di Verbania "incidente su fondamentali principi di precostituzione del giudice" .

Pg: "Nessuna manovra occulta"

"Non ho alcun titolo per intervenire sugli uffici giudicanti, non ho la competenza e la attribuzione ordinamentale, che spetta al presidente della Corte di appello, e mantengo un 'sacro' rispetto nei riguardi della magistratura giudicante e dei suoi appartenenti”. È quanto afferma il procuratore generale del Piemonte, Francesco Enrico Saluzzo, smentendo di aver fatto pressioni per cambiare il giudice per le indagini preliminari e definendo queste voci "false e ridicole". Il procuratore di Verbania Olimpia Bossi è "un magistrato tra i più corretti che io abbia conosciuto - aggiunge - Trovo gravemente offensivo ipotizzare che io o il procuratore della Repubblica abbiamo posto in essere 'manovre' occulte. Gli autori di queste affermazioni se ne assumeranno le responsabilità". "Solo chi non mi conosce o ritiene che difetti in me un livello medio di intelligenza o di preparazione tecnica - ha proseguito - può ipotizzare che io abbia posto in essere comportamenti così grossolani". "La cosa fa torto anche al presidente del tribunale di Verbania, indicato, implicitamente, come disponibile a farsi, con facilità, condizionare da un altro magistrato", aggiunge Saluzzo replicando alle affermazioni del Presidente dell'Unione delle Camere penali e del presidente della Camera penale di Verbania. La decisione del presidente del tribunale di Verbania di sostiuire il gip del caso del Mottarone, dichiara Saluzzo, "riguarda dinamiche interne a quell'ufficio giudicante e la sua aderenza alla organizzazione tabellare, cioè predeterminata e rigida per dare attuazione ai principi costituzionali del 'giudice naturale' e 'precostituito' . E "sarà valutata dal Consiglio giudiziario e dal Consiglio superiore della Magistratura".

Saluzzo: “Ho chiesto informazioni su minacce o intimidazioni al gip”

"Essendo l'unico ed esclusivo titolare delle iniziative in materia di sicurezza personale dei magistrati e delle sedi giudiziarie, ho chiesto al presidente del Tribunale di Verbania di avere informazioni in ordine all'esistenza, alla portata e allo 'spessore' delle minacce o intimidazioni che sarebbero state rivolte alla dottoressa Banci Buonamici", ha precisato il procuratore generale Saluzzo. Scopo della richiesta di informazioni, spiega Saluzzo, quella di "mettermi in condizioni di fare, eventualmente, le mie richieste e le mie proposte al competente organismo della Prefettura". "Ma non è certamente ad uno scambio di missive che faceva mente il Presidente della Unione delle Camere penali o il Presidente di quella di Verbania, ma ad un'azione surrettizia, informale e subdola. Il che - conclude - sta a dire la commissione di un reato o di un grave illecito disciplinare".

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