Incidente funivia Stresa-Mottarone, carabinieri: “Fermati hanno ammesso responsabilità"

Piemonte

Il tenente colonnello Alberto Cicognani ha spiegato che il freno non è stato attivato volontariamente “per consentire alla cabinovia di continuare a funzionare nonostante il malfunzionamento”, come ha dichiarato ai microfoni di Sky TG24

Ascolta:

Hanno ammesso le responsabilità loro contestate i tre fermati nella notte per la tragedia del Mottarone, costata la vita a 14 persone (FOTO - LE VITTIME - I PRECEDENTI). Lo ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri di Verbania, tenente colonnello Alberto Cicognani, spiegando che i tre hanno detto di non aver attivato volontariamente il freno. “C'erano malfunzionamenti nella funivia, - ha spiegato l'ufficiale a "Buongiorno Regione” su Radiotre - è stata chiamata la manutenzione, che non ha risolto il problema, o lo ha risolto solo in parte. Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare la 'forchetta', che impedisce al freno d'emergenza di entrare in funzione”. (LE REAZIONI POLITICHE - COME FUNZIONA LA FUNIVIA - IL FORCHETTONE).

L’ipotesi

leggi anche

Funivia Stresa-Mottarone, tre fermati. Pm: “Freno manomesso”

Poi, ai microfoni di Sky TG24 Cicognani ha dichiarato: ”Verosimilmente è stato fatto con consapevolezza per consentire alla cabinovia di continuare a funzionare nonostante il malfunzionamento. Non possiamo escludere che questo abbia provocato la rottura del cavo, così come è possibile che la rottura del cavo sia dovuta ad altre cause e poi semplicemente la disabilitazione del sistema del freno d'emergenza abbia comportato questa tragica fine”.

Fermati condotti in carcere

leggi anche

Incidente funivia Stresa, Eitan estubato: ha riaperto gli occhi

Al termine del lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Stresa (Verbania), le tre persone fermate - Luigi Nerini, 56enne di Baveno (Verbania) proprietario della Ferrovie del Mottarone, il direttore dell'esercizio Enrico Perocchio e il capo servizio Gabriele Tadini sono - stati condotti nel carcere di Verbania dove, per via delle misure anti-Covid, sono stati rinchiusi in diverse celle. I tre appaiono frastornati, ma tranquilli, come se non avessero ancora realizzato quanto accaduto. È attesa per domani, probabilmente in mattinata, la richiesta di convalida del fermo e di arresto dei tre. Il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, e il pm Laura Carrera, stanno lavorando all'atto che verrà inoltrato all'ufficio gip. Gli interrogatori dovrebbero essere fissati venerdì o sabato. Intanto da quanto si è saputo Nerini non è ancora stato interrogato dalla magistratura così come il direttore di esercizio Enrico Perocchio, mentre il capo sevizio Gabriele Tanino ha cambiato legale e ne ha nominato uno di fiducia al posto di quello d'ufficio. Inoltre presto potrebbero esserci nuovi indagati, secondo quanto si apprende in ambienti legali, gli inquirenti stanno valutando la posizione di altre persone.

Torino: I più letti

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24