Tentata rapina nel Cuneese, membro ferito della banda interrogato un'ora e mezza dal pm

Piemonte
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Il 34enne, operato ieri all'ospedale Santa Croce e poi trasferito in serata in carcere, nelle prossime ore sarà anche sentito dal sostituto procuratore che coordina le indagini con il procuratore capo di Asti

Interrogatorio di garanzia al carcere Cerialdo di Cuneo, oggi, per Alessandro Modica, 34 anni, unico sopravvissuto della banda che ha tentato di rapinare una gioielleria nel tardo pomeriggio di mercoledì a Grinzane Cavour (in provincia di Cuneo). L'uomo, operato ieri all'ospedale Santa Croce e poi trasferito in serata in carcere, ha risposto per un'ora e mezza alle domande del sostituto procuratore Marinella Pittaluga.

La posizione del 34enne

Modica si era presentato all'ospedale di Savigliano con una pallottola in un ginocchio: i carabinieri lo avevano trovato in un prato, sdraiato e dolorante, a poche centinaia di metri dal pronto soccorso, quattro ore dopo l'assalto alla gioielleria dove il titolare ha reagito sparando e uccidendo i due complici. Il padre del ferito, Giovanni Modica, è indagato per favoreggiamento: avrebbe portato il figlio nei pressi del pronto soccorso a 40 chilometri dal luogo della rapina. Alessandro Modica è difeso dall'avvocato Carla Montarolo: "E' in buone condizioni di salute e ha risposto a tutte le domande del sostituto procuratore. Vuole collaborare per chiarire tutti gli aspetti di quanto accaduto". Nelle prossime ore, Modica sarà anche sentito dal sostituto procuratore Davide Greco che coordina le indagini con il procuratore capo di Asti, Alberto Perduca.

La figlia del gioielliere: "Ero paralizzata"

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“Ero paralizzata. Ho pensato che non avrei neppure avuto il tempo di recitare un’Ave Maria”. Sono le parole di Laura Roggero, 44 anni, figlia del gioielliere di Grinzane Cavour. In un’intervista al Corriere della Sera, la donna ripercorre quei drammatici momenti, a partire dall'attimo in cui i malviventi sono entrati nella gioielleria e hanno iniziato a minacciare lei e la madre con una pistola - rivelatasi una scacciacani - e un coltello: “Non sapevo che la pistola fosse finta, ci ha salvato mio padre perché ha messo a rischio la sua vita per salvare la mia e quella di mia madre”.

“Non so quando ci riprenderemo”

Il pensiero è subito andato a quanto accaduto sei anni fa, quando la sua famiglia fu vittima di un’altra violenta rapina: “Era già stato terribile nel 2015 - racconta al quotidiano - ho pensato di morire, i ladri che picchiavano selvaggiamente mio padre e ci minacciavano di morte. Ho impiegato diversi mesi a riprendermi, facevo incubi notturni e tutti i giorni quando uscivo di casa mi guardavo le spalle. Oggi - continua -sono nuovamente devastata, minacciata di morte con pistola e coltello. Ho pregato che il Signore mi aiutasse. Senso di preoccupazione, angoscia. La mia cara mamma, terrorizzata, sconvolta. Non so quando ci riprenderemo”.

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