Val di Susa, polizia rimuove barricate No Tav: scontri con attivisti. Feriti due agenti

Piemonte

Gli agenti hanno effettuato cariche di alleggerimento nei confronti di un gruppo di manifestanti che si opponeva con la forza all'operazione. Una quarantina gli attivisti, tra cui diversi esponenti del centro sociale Askatasuna

La polizia stamattina ha rimosso le barricate posizionate dagli esponenti No Tav lungo il sentiero Gallo-Romano, in Val di Susa, in prossimità dell'area dei 'Mulini' della Clarea, dove permane il presidio del movimento che si oppone alla realizzazione della nuova linea Torino-Lione. Durante l'intervento si sono verificati momenti di tensione quando gli agenti hanno effettuato alcune cariche di alleggerimento nei confronti di un gruppo di manifestanti che si opponeva con la forza all'operazione.

Una quarantina gli attivisti che si sono scontrati con la polizia, tra cui  numerosi militanti del centro sociale Askatasuna, arrivati in valle appena si è diffusa la notizia della rimozione delle barricate. Negli scontri sono rimasti feriti un funzionario della polizia, colpito alla testa, e un agente della Digos.

In serata un centinaio di manifestanti si sono presentati in prossimità dei mulini della Clarea in due direzioni diverse, una verso Chiomonte, ponte sul torrente Clarea, l'altra in direzione Giaglione, e hanno tentato di ripristinare le barricate rimosse in mattinata, la polizia è intervenuta con un lancio di lacrimogeni. I manifestanti sono poi tornati verso il campeggio di Giaglione.

Una fase dell'intervento - ©Ansa

Gli scontri

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Le barricate rimosse erano pezzi di legno e sassi messi insieme in modo artigianale, nei pressi dei 'Mulini', località dove a inizio luglio è stato allestito un presidio No Tav per quella che hanno definito una "estate di protesta". Sul posto, con le forze dell'ordine, anche alcune ruspe. I manifestanti, temendo lo sgombero del presidio, si sono rifugiati sugli alberi e sui tetti. Sui social si è sparsa la voce e in Valle sono arrivati altri manifestanti da Torino. Al tentativo di ripristinare le barricate è scoppiato il parapiglia tra le forze dell'ordine e i manifestanti, una quarantina di No Tav, tra cui la Digos ha identificato gli appartenenti al centro sociale Askatasuna. Volti già noti agli investigatori, secondo quanto si apprende, e non solo per le lotte in Val di Susa.

Le tensioni degli scorsi giorni

L’operazione della polizia fa seguito alle tensioni dell’ultimo fine settimana, quando il movimento No Tav ha organizzato tre giorni di proteste. Momenti di tensione si sono verificati in particolare sabato pomeriggio quando, durante il corteo, diversi manifestanti hanno tentato di forzare un cancello che blocca il passaggio verso la zona dei Mulini lanciando un centinaio di bombe carta. Le forze dell'ordine hanno risposto lanciando dei lacrimogeni. Negli scontri un agente è rimasto ferito in maniera non grave, mentre 22 manifestanti sono stati identificati e denunciati. 

Il presidio No Tav - ©Ansa

L'assessore Ricca: "Lo sgombero delle barricate è un'ottima notizia"

"Lo sgombero delle barricate No Tav in Valle di Susa è un'ottima notizia - commenta l'assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca -. I presidi da cui partono aggressioni e azioni violente contro le nostre forze dell'ordine vanno sradicati e liberati. Chi vuole ostacolare con la violenza la realizzazione di una grande opera, che si farà, non può rimanere impunito - continua l'assessore -. Ringraziamo le forze dell'ordine che lavorano costantemente per garantire la sicurezza degli operai del cantiere Tav. La spregiudicata arroganza dei centri sociali, sempre presenti nel corso degli attacchi con bombe carta e lancio di pietre, non può essere tollerata". 

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