Pompieri uccisi a Quargnento, coniugi Vincenti condannati a 4 anni

Piemonte
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Il pm aveva chiesto una condanna a 18 anni. Per marito e moglie l'accusa di lesioni personali, crollo doloso, truffa assicurativa e calunnia per l'esplosione della villetta in cui lo scorso novembre persero la vita tre vigili del fuoco e altri due rimasero feriti insieme a un carabiniere. L'11 settembre il processo per omicidio plurimo doloso aggravato

Il primo processo a Giovanni Vincenti e Antonella Patrucco si conclude con una condanna a 4  anni con rito abbreviato per entrambi. La sentenza per i due coniugi arriva nel processo per crollo doloso, truffa assicurativa, lesioni personali e calunnia al vicino di casa che si è svolto ad Alessandria per l'esplosione della villetta di Quargnento avvenuta nella notte tra il 4 e 5 novembre 2019, in cui morirono tre vigili del fuoco e altri due rimasero feriti insieme con un carabiniere. Il procuratore capo di Alessandria, Enrico Cieri, aveva chiesto una pena di 18 anni di reclusione (12 con il rito abbreviato). Il prossimo 11 settembre, i coniugi dovranno affrontare un altro processo in Corte d'Assise, stavolta per omicidio plurimo doloso aggravato (LE VITTIME).

Parti civili: “Soddisfatti delle richieste del pm”

"Siamo soddisfatti delle conclusioni del pm”, era stato il commento dell'avvocato Giovanni De Stefano, parte civile per Elena Barreca, vedova del vigile del fuoco Antonino Candido, morto con i colleghi Matteo Gastaldo e Marco Triches nello scoppio all’interno del cascinale. “È una tragedia per tutte le famiglie", aveva rimarcato il legale. Per Giuseppe Lanzavecchia, parte civile per il Comune di Quargnento e vicino di casa calunniato, con risarcimento danni, "si tratta di una richiesta rigorosa che tiene conto della gravità del comportamento prima e dopo i fatti”.

L'imputato: "Non sento". Udienza sospesa poi ripresa

Questa mattina, mentre l'udienza era in corso da circa due ore, Vincenti, reo confesso, ha sostenuto di non sentire e i suoi avvocati, Lorenzo Repetti e Vittorio Spallasso, hanno chiesto di accertare se potesse o meno continuare con la seduta. In carcere dal 9 novembre, sembra che l'uomo abbia accusato nei mesi scorsi una infiammazione che gli ha ridotto l'udito del 60 per cento. "Ma mi hanno già condannato?", avrebbe chiesto durante una pausa dell'udienza ai suoi legali, che hanno anche chiesto una perizia psichiatrica, respinta dal giudice che ha invece acquisito una consulenza. Poi la ripresa del processo nel primo pomeriggio. Vincenti, che aveva sostenuto di non sentire, è stato visitato da un otorino che gli avrebbe rimosso del cerume.

I legali: "Ci teneva a scusarsi, prega tutti i giorni"

Vincenti ha poi dichiarato davanti al giudice, di provare "dispiacere" per quanto accaduto a causa della sua condotta. I suoi avvocati hanno anche ribadito che "ci teneva a scusarsi per tutte le vittime, per le famiglie e per tutti quelli rimasti coinvolti in quella tragedia immane. Ha manifestato dolore per quanto successo. E lo ha fatto con difficoltà ed emozione nell'eloquio. Ha chiesto scusa, in generale, e detto di pregare tutti i giorni". Poi in serata la sentenza e la condanna a 4 anni per i due coniugi.

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