Pernigotti è salva: lo stabilimento di Novi Ligure non chiuderà

Piemonte

Presentato oggi in videoconferenza al Mise il piano industriale dell’azienda dolciaria: nello stabilimento piemontese verrà portata la produzione di crema spalmabile e di tavolette di cioccolato 

La Pernigotti, storica azienda dolciaria con 160 anni di storia alle spalle, è salva: lo conferma il piano industriale presentato oggi in videoconferenza al Mise.

La proprietà turca, famiglia Toksoz, che nel novembre 2018 aveva ipotizzato la chiusura dello storico stabilimento piemontese, porterà invece a Novi Ligure due nuove linee di produzione: crema spalmabile e tavolette di cioccolato, da affiancare a quelle di torrone e cioccolatini. Il nuovo piano industriale arriva dopo mesi di battaglie sindacali e manifestazioni. "E' il massimo che si poteva ottenere", esulta Piero Frescucci (rsu Uila Uil).

Sindaco Novi Ligure: "Una buona notizia"

"Una buona notizia per Novi Ligure". Il sindaco Gian Paolo Cabella commenta così il piano industriale della Pernigotti: "Rilanciare la produzione dello stabilimento cittadino, riorganizzandolo, non può che farci piacere". Sulla sentenza del Tar, che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso della Pernigotti contro la delibera di variante che vincolava la ricollocazione dell'impianto produttivo nel territorio di Novi Ligure, ha dichiarato: "Le sentenze che non si condividono si impugnano, ma 'non si aggirano'". Il primo cittadino ha confermato l'ipotesi di ricorrere al Consiglio di Stato. Nel frattempo, però, l'amministrazione comunale ritiene indispensabile avviare un confronto con l'azienda: "Un accordo fra le parti rappresenterebbe il miglior modo per garantire l'interesse dei lavoratori e della città".

Il piano industriale

Sono tre gli interventi strategici previsti dal piano industriale, redatto da Pernigotti con la consulenza dello studio ArlatiGhislandi: sullo stabilimento di Novi Ligure, sullo staff di Milano e sulla rete commerciale italiana. L'obiettivo, spiega l'azienda, è "il consolidamento e lo sviluppo nel settore confectionary". Il progetto di 'insourcing produttivo', in particolare, prevede il trasferimento dalla Turchia al Piemonte della produzione delle creme spalmabili. Le funzioni di staff saranno riunite presso una sede unica in Milano, in modo da garantire una maggiore sinergia ed efficienza professionale, mentre le attività commerciali - si legge nel piano industriale - "verranno riorganizzate in sintonia con lo sviluppo della richiesta del mercato". Ad agosto partirà la cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione per 50 dipendenti a Milano e 59 a Novi Ligure (Alessandria). 

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