Pernigotti, dopo l’ultima assemblea sciolto il presidio in fabbrica

Piemonte
Una veduta esterna dello stabilimento Pernigotti di Novi Ligure (ANSA)

Durava da oltre 90 giorni. I 92 dipendenti dell’azienda dolciaria dal 6 febbraio saranno per un anno in cassa integrazione straordinaria 

È stato definitivamente sciolto il presidio mantenuto per oltre 90 giorni dai lavoratori della Pernigotti nello stabilimento di Novi Ligure, in provincia di Alessandria. La decisione è stata presa dopo l'ultima assemblea con i delegati, in cui è stato deciso, con un accordo firmato al ministero del Lavoro, che i 92 dipendenti dell’azienda dolciaria dal 6 febbraio saranno per un anno in cassa integrazione straordinaria.

Le parole dei lavoratori

"Abbiamo lottato sempre in modo civile”, spiega Yonny Chaves, operaio simbolo delle rivendicazioni degli ultimi mesi. “Purtroppo non è andata come volevamo, fino alla fine abbiamo sperato che venisse approvata in Parlamento la proposta per la tutela dei marchi storici". Dura la posizione di Lidia Moro, lavoratrice stagionale per trent’anni: "La partita è chiusa, il governo ci ha illuso. Cercheremo di cambiare. Saremo i prossimi gilet gialli? Non lo escludiamo". Piero Frescucci, rsu della Uila Uil, dichiara: "Non abbiamo raggiunto l'obiettivo di fare cedere il marchio. Abbiamo fatto il 101%, è la politica che ha fatto promesse, poi non mantenute".

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