Grande Torino, 70 anni fa la tragedia di Superga. Mattarella: "Una pagina indelebile"

Piemonte
Il Grande Torino

“Il calcio è passione, mito e memoria, tre parole che evocano il ricordo di quel Grande Torino capace di trasmettere ancora oggi emozioni" ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina 

Il 4 maggio del 1949 scompariva in un incidente aereo il 'Grande Torino', una delle più forti squadre di calcio della storia italiana, capace di vincere cinque scudetti consecutivi. Sono passati 70 anni da quel tragico incidente, a bordo del volo di ritorno dalla trasferta di Lisbona, c'erano 31 persone tra calciatori, staff, giornalisti ed equipaggio, tutte decedute nello schianto contro la basilica sul colle di Superga. Tutta l'Italia si stringe nel ricordo di quegli uomini che hanno fatto la storia del calcio.

Le parole di Mattarella

"La tragedia di Superga, è una pagina indelebile della storia della nostra Repubblica - ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - e non soltanto del calcio italiano. Enorme fu l'emozione che immediatamente suscitò quello spaventoso incidente. Spontanea divenne tra gli italiani la condivisione del lutto per le vite spezzate di quei giovani, i cui volti erano un simbolo dello sport e, per questo, rappresentavano anche un segno della rinascita del Paese dopo gli orrori della guerra. Ma la memoria di quella squadra è rimasta viva, e anzi si è rafforzata nel tempo. Ancora oggi, dopo 70 anni, il Torino di capitan Valentino Mazzola è ricordato come una delle compagini più forti, come un esempio di vigore agonistico, di eccellenze individuali che moltiplicavano le qualità collettive – ha proseguito il Capo dello Stato – I record raggiunti sono divenuti un mito calcistico per tutti i tifosi, non solo per quelli granata. Nel giorno dell'anniversario desidero anzitutto esprimere la mia vicinanza ai figli e ai nipoti delle vittime. Al suo club e alla città di Torino spetta il compito di continuare a trasmettere la memoria di quella squadra straordinaria e, con essa, i tanti valori positivi che testimoniava".

Il commento della Figc

"Sono passati 70 anni ma il ricordo del Grande Torino e di tutte le vittime della tragedia di Superga è sempre vivo”. Queste invece le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina, affidate ad un tweet postato sul profilo ufficiale della Figc. "Quella granata - ricorda Gravina - è stata una delle squadre più forti di tutti i tempi, una corazzata invincibile formata da campioni che difendevano anche la maglia azzurra e che fece innamorare milioni di italiani. Ha fatto sognare tanti tifosi e tanti bambini cresciuti nel mito di quei giocatori che hanno contribuito a risollevare il morale del Paese dopo gli anni difficili della guerra. Il calcio - conclude il presidente della Figc - è passione, mito e memoria, tre parole che evocano il ricordo di quel Grande Torino capace di trasmettere ancora oggi emozioni".

Il ricordo di Appendino e Chiamparino

"Il Grande Torino è un simbolo che unisce generazioni che hanno nel cuore lo sport e la nostra città e che, insieme, celebrano la storia", dice la sindaca di Torino Chiara Appendino. "La città di Torino onora la memoria degli invincibili", ha poi aggiunto sui social. Il Grande Torino "non appartiene solo ai tifosi granata, ma rappresenta la storia dello sport. Chi ama lo sport deve amare quella squadra ed è giusto che la Città onori il ricordo", continua ancora la Appendino a margine dell'inaugurazione della mostra per i 50 anni di Amiat, la società di igiene ambientale partecipata dalla Città. Nella mattina di oggi, sabato 4 maggio, la sindaca ha reso omaggio al monumento a Superga, e oggi pomeriggio, in Duomo, parteciperà alla messa solenne. Lunedì mattina, in Municipio, ci sarà invece il ricordo istituzionale in sala Rossa, alla presenza del presidente del club granata Urbano Cairo. "Per molti in quello schianto non morirono solo dei calciatori, ma un sogno con tanti significati. Per questo è scritto nell'epica di una nazione", scrive invece su Facebook il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, che ricorda: "Quando la tragedia di Superga arrivò, io ero appena nato. Me ne resi conto dopo, con i primi calci al pallone nel cortile, quando fra gli adulti i discorsi sul canale di Suez si intrecciavano a quelli su Toro e Juve. Ricordo due fratelli, operai, comunisti e torinisti; spiegavano che Superga era un'altra ferita inferta al popolo. Fu allora che scelsi il Torino, una scelta che inconsapevolmente andava oltre il pallone, da allora mai più abbandonata".

Le scritte contro i tifosi della Juventus 

Nel frattempo, sono comparse alcune scritte contro i tifosi della Juventus e contro la polizia sui muri della chiesa della Gran Madre di Dio. 'Gobbo bastardo', 'Banda Barbera. Ultrà liberi' e 'Acab' sono gli slogan tracciati con una bomboletta spray rossa. 

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