Omicidio Stefano Leo, Bonafede: "Presto ispettori ministero a Torino"

Piemonte
Immagine d'archivio (ANSA)

Il ministero sta studiando la vicenda e acquisendo informazioni. Sul caso è intervenuto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Non avrebbe dovuto essere a piede libero Said Mechaquat, il 27enne che si è consegnato alle forze dell'ordine, a Torino, confessando l'omicidio di Stefano Leo: l'uomo era stato condannato a un anno e 6 mesi per maltrattamenti in famiglia con una sentenza, diventata definitiva, che per lui comportava il carcere. Secondo fonti interpellate dall'Ansa, ci sarebbe stato un ritardo, o un intoppo, nella trasmissione dei documenti dalla Corte d'Appello alla procura presso il tribunale.

Bonafede: "Presto ispettori a Torino"

Sulla circostanza per cui Mechaquat si trovasse in libertà, il ministero della Giustizia ha avviato verifiche e sta acquisendo informazioni. Sulla vicenda è intervenuto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: "Già stamani l'ispettorato del ministero si è attivato con la massima tempestività possibile perché dobbiamo verificare quello che è accaduto". Secondo Bonafede, infatti, "è importantissimo" avere chiarimenti "e il segnale più evidente è il fatto che stamani abbiamo iniziato i nostri accertamenti". Il ministro ha poi spiegato che pur nel rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, "crediamo che il ministero debba sempre verificare l'efficienza della magistratura stessa". "L'ispettorato si muove a una velocità che posso dire che prima non c'era. Appena arriva una segnalazione, una notizia - ha concluso Bonafede -, immediatamente trasmetto subito agli ispettori che fanno tutti gli accertamenti che devono fare, nel rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".

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