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Huawei e Oppo stanziano fondi per piattaforme alternative a Google

I titoli di Sky TG24 delle 13 del 30/12/2019

2' di lettura

Secondo il portale Economic Times entrambe le aziende sarebbero pronte a investire ingenti somme per sviluppare nuovi ecosistemi mobile in grado di ridurre la dipendenza da quello di Google 

Huawei e Oppo stanno tentando gli sviluppatori indiani con ingenti finanziamenti per avviare una collaborazione utile a sviluppare servizi alternativi a quelli offerti da Google per l’ecosistema mobile. L’azienda di Shenzhen è ovviamente in prima fila, visto che la piattaforma Huawei Mobile Services (Hms) potrebbe sostituire quella di Mountain View nel caso che il bando del governo statunitense, prorogato fino al febbraio 2020, diventasse permanente in virtù dei timori di spionaggio espressi verso Huawei dall’amministrazione Trump. A riferirlo è il portale indiano Economic Times, secondo cui anche Oppo sarebbe pronta a stanziare per il 2020 un budget di oltre 100 milioni di dollari per supportare startup disposte a realizzare servizi e applicazioni per il proprio sistema operativo ColorOS.

Huawei Media Services possibile alternativa a Google

I Google Media Services (Gms) includono app quali Gmail, YouTube, Google Maps o Drive, essenziali per tutti gli utenti Android. Tutto questo potrebbe cambiare però a partire dal 2020, visto che Huawei e Oppo sembrano intenzionate a ridurre la propria dipendenza dai servizi del colosso di Mountain View. Il Ceo di Huawei e Honor India Charles Peng ha spiegato a Economic Times che l’obiettivo è quello di sviluppare una piattaforma che non presenti differenze con il Gms per gli utenti. “Stiamo provando a costruire un ecosistema per dispositivi mobili, saranno presto disponibili applicazioni per navigazione online, pagamenti, giochi e messaggistica”, ha annunciato Peng. Per farlo, Huawei può fare affidamento su un fondo globale da un miliardo, grazie al quale offre incentivi fino a 17.000 dollari agli sviluppatori indiani disposti a integrare le app nel Hms. Un aiuto arriverà direttamente anche dal sotto-brand di Huawei, Honor, che sta trattando con i creatori delle migliori 150 app in India per renderle disponibili sulla piattaforma della casa cinese.

Anche Oppo guarda agli sviluppatori indiani


Pur non avendo dovuto finora affrontare misure restrittive come la sospensione della licenza Android imposta a Huawei, anche Oppo sembra interessata allo sviluppo di un nuovo ecosistema mobile che riduca la necessità di affidarsi a Google per certe soluzioni. Ecco perché l’azienda stanzierà nel 2020 ben 143 milioni di dollari per questo progetto ed ha già selezionato gli sviluppatori di alcune app che Oppo vorrebbe integrare nel sistema operativo ColorOS e che “porteranno a un’esperienza migliore per gli utenti”, ha spiegato a Economic Times Tasleem Arif, vicepresidente ricerca e sviluppo di Oppo India.

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