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Spotify compie 11 anni: l'evoluzione del servizio di streaming musicale

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2' di lettura

La piattaforma è stata lanciata in Svezia il 10 ottobre 2008 dagli imprenditori Daniel Ek e Martin Lorentzon. Tre anni dopo ha fatto il suo debutto negli Stati Uniti e nel 2013 è arrivata anche in Italia. Attualmente può contare su 232 milioni di utenti mensili 

Sono passati 11 anni da quando Spotify ha fatto il suo debutto nell’ottobre del 2008. Nata per creare un’alternativa legale alla pirateria, la piattaforma è cresciuta nel corso del tempo fino a diventare il più grande servizio di streaming al mondo. Come emerge dai dati relativi al secondo trimestre 2019, a livello globale Spotify può contare su 232 milioni di utenti mensili (nel 2018 erano 180 milioni), di cui 108 milioni abbonati a Premium. Un altro dato interessante riguarda l’incasso trimestrale del colosso svedese, pari a 1,67 miliardi di euro. La libreria del servizio è in continua crescita e ospita oltre 40 milioni di brani musicali e podcast, nonché più di 3 miliardi di playlist create dagli utenti.

La storia di Spotify

Spotify è stato lanciato in Svezia il 10 ottobre del 2008 dagli imprenditori Daniel Ek e Martin Lorentzon, entrambi con alle spalle varie esperienze nel mondo della tecnologia. Tre anni dopo il servizio di streaming musicale ha fatto il suo debutto negli Stati Uniti e nel 2013 è arrivato anche in Italia. L’idea di consentire l’accesso legale a una vasta libreria di contenuti musicali, disponibili grazie ad accordi con le case discografiche, ha permesso alla piattaforma di arginare, almeno in parte, il problema della pirateria e ha ispirato la creazione di servizi concorrenti come Deezer, YouTube Music, Amazon Music e Apple Music. Il modello introdotto da Spotify non è però stato esente da critiche: vari artisti, come Thom Yorke dei Radiohead e Prince, hanno criticato il compenso finale che arriva agli autori dei brani, giudicato troppo basso.

Non solo musica

Nel corso degli anni, Spotify ha offerto ai propri utenti un pacchetto di contenuti sempre più ampio: ai brani musicali si sono affiancati ormai da tempo i podcast, gli audiolibri e le lezioni di lingua. Inoltre, negli ultimi mesi il servizio ha testato una nuova funzione che permette ai fruitori di creare dei file audio utilizzando Anchor, una piattaforma di creazione podcast acquisita recentemente dal colosso svedese. 

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