Qualcomm: l’intelligenza artificiale “scende” dal cloud e diventa sempre più personale
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Allo Snapdragon Summit di Maui i nuovi chip per audio indossabile e per PC puntano sulla stessa idea: far girare l'intelligenza artificiale sul dispositivo, senza passare sempre da server lontani
Finora l'intelligenza artificiale che usiamo vive quasi tutta nei data center: scriviamo una richiesta, questa parte verso un server, la risposta torna indietro. Qualcomm, che progetta i processori di molti smartphone, sostiene che una parte crescente di questo lavoro si sposterà dentro i dispositivi. Allo Snapdragon Summit in corso a Maui (qui tutti gli annunci di ieri sui nuovi processori), al quale Sky TG24 è stata invitata a partecipare, lo ha mostrato su due terreni molto diversi: gli auricolari e i portatili. Il principio si chiama "I.A. sul dispositivo" (on-device), i vantaggi sono maggiore privacy, meno attese, meno dipendenza dalla connessione. Un ecosistema in cui al centro c’è lo smartphone, ma non solo: ci sono sempre più dispositivi personali come occhiali smart, cuffie, orologi, anelli, ciondoli: vedono quello che vediamo noi, ascoltano quello che ascoltiamo noi, provano quello che proviamo noi. E grazie agli agenti diventano degli strumenti sempre più utili.
L’I.A. sui dispositivi indossabili
Questo tipo di oggetti saranno in grado di capire il mondo che ci circonda, elaborarlo, connettere le informazioni con tutti gli altri dispositivi. Micro NPU (cioè micro unità di elaborazione I.A.) offriranno possibilità sempre maggiore e Qualcomm sta lavorando per accelerare questo ecosistema. Solo per fare alcuni esempi: i nuovi wearable ci permetteranno di catturare immagini in maniera sempre più chiara e naturale, potranno ascoltare e rispondere per noi, ci aiuteranno ad avere informazioni su quello che stiamo guardando. Gli occhiali potranno farci navigare meglio, prenotare il ristorante che stiamo guardando, darci informazioni sul monumento davanti a noi, tradurre lingue straniere per noi. Permetteranno di essere pienamente presenti elaborando informazioni per noi. E pensiamo alle persone non vedenti: potranno essere un po' più indipendenti grazie a un chip che descrive ciò che c'è davanti ai loro occhi (un semaforo rosso, un cibo, delle scale). Non abbiamo bisogno di maggiore tecnologia - spiegano da Qualcomm durante il Summit - ma di modelli più piccoli ed efficienti. Snapdragon propone due piccoli chip (AR1 e AR1+) a 1-bit: tra i partner ci sono Meta, con i suoi occhiali, SPECS, con occhiali di realtà aumentata, Samsung con i suoi wearable e Google, che ha aggiornato la piattaforma Android XR proprio in partnership con Qualcomm e Samsung. E poi ci sono gli occhiali protettivi di INSPECS, per professionisti e settore medico: integrano luci, fotocamere, microfoni e tutta la sicurezza degli strumenti da lavoro. Infine, nel futuro si moltiplicheranno anche le spille, in grado di memorizzare tutto quello che facciamo e aiutarci quando ne abbiamo bisogno.. Qualcomm ne ha mostrato un assaggio ma sarà, probabilmente, tema del prossimo anno.
Gli auricolari come interfaccia
Ma da Maui arriva una novità ancora più importante, e riguarda il settore dell’audio. Si chiama Snapdragon Sound Elite Gen 2, una piattaforma pensata per i costruttori di auricolari, cuffie e occhiali audio, oggetti sempre più diffusi e di uso comune. Qualcomm la presenta come la prima progettata per l'intelligenza artificiale “personale": l'idea è che l'auricolare, indossato per molte ore durante il giorno, diventi la nostra interfaccia con l’assistente virtuale, senza dover necessariamente guardare uno schermo. E non si tratta di un azzardo: secondo una ricerca della stessa Qualcomm fino al 70 per cento degli utenti cerca funzioni di intelligenza artificiale avanzate nei dispositivi indossabili. È su questi presupposti che è stato presentato il nuovo Snapdragon Sound Elite: promette il doppio delle capacità di intelligenza artificiale del predecessore (Snapdragon S7 Gen 1 Sound), fino al 40 per cento in meno di consumi e fino al 30 per cento in meno di ingombro. La novità forse più interessante è la presenza del Wi-Fi integrato: oggi gli auricolari si collegano quasi sempre al telefono via Bluetooth; con il Wi-Fi, invece, possono “parlare” direttamente con i servizi online, senza passare dallo smartphone. È così che sarà possibile costruire app e agenti (anche attraverso la piattaforma di Qualcomm Apps&Agents) che vivono all’interno degli auricolari, si aggiornano in autonomia e sono indipendenti dagli smartphone. Non mancano le funzioni audio classiche, ovviamente migliorate: la cancellazione del rumore adattiva di nuova generazione, che si regola su movimento e conformazione dell’orecchio, tecnologie per isolare la voce, musica di qualità sempre maggiore. C’è poi la telecamera: i nuovi chip supportano le micro-camere che saranno installate sulle cuffie e che permetteranno di raccogliere informazioni sul contesto attorno all’utente.
Dall'orecchio alla salute
Sulla stessa linea si colloca la Personal AI Health Alliance, lanciata da Qualcomm con Global Health Connector: riunisce operatori sanitari e aziende, con l’obiettivo di accelerare l'uso di dispositivi indossabili con I.A. per raccogliere dati continui sulla salute. L’elaborazione direttamente sul dispositivo, spiegano dal Qualcomm, può ridurre l’esposizione a terzi e migliorare la qualità della raccolta dati. Al momento però non sono stati presentati né dispositivi né dati clinici di supporto.
Il portatile che ragiona da solo
L’altra importante novità dello Snapdragon Summit si chiama Snapdragon X2, il nuovo chip dedicato ai pc portatili e, ovviamente, orientato all’era dell’Agentic AI, con capacità avanzate di eseguire modelli di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo, maggiore integrazione tra applicazioni e servizi e supporto a esperienze di intelligenza artificiale più autonome e contestuali. La piattaforma punta a combinare elevate prestazioni e consumi ridotti, estendendo il supporto anche a nuovi tipi di notebook, progettati per l’I.A. di Gemini, e rafforzando l’ecosistema con il supporto nativo a Linux. Come già avvenuto per smartphone e oggetti indossabili, l’obiettivo è quello di trasformare il pc in un assistente personale sempre attivo e capace di svolgere compiti complessi senza dipendere costantemente dal cloud. Tra i partner di Qualcomm figurano Lenovo (con il nuovo e coloratissimo IdeaPad Vibe), Google con i nuovi Googlebook (che unirà ancora meglio il mondo di ChromeOS e Android), ASUS, HP.
Le novità di Microsoft Surface
Tra i pc presentati a Maui spiccano i nuovi Surface Pro da 12 pollici e Surface Laptop da 13 pollici di Microsoft. Entrambi integrano il nuovo chip Snapdragon X2 a sei core con unità di I.A. da 80 tops. Hanno un design senza ventola, promettono maggiore efficienza energetica, grafica più veloce e intelligenza artificiale elaborata in locale più veloce addirittura del 95 per cento. Tra le “chicche” dei nuovi pc Microsoft un’attenzione particolare al feedback aptico: penna, mouse e trackpad “pulsano” quando svolgiamo determinate azioni.