L’era degli agenti AI è arrivata, e Qualcomm cambia strategia

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Daniele Semeraro

Daniele Semeraro

Sky TG24 è stata invitata a partecipare, a Maui, allo Snapdragon Summit, uno dei principali eventi mondiali nel settore della tecnologia, durante il quale il gigante dei processori annuncia le idee e le novità che caratterizzeranno i prodotti tech nei mesi a venire. Due i punti principali, l’arrivo dei nuovi processori 8 Elite Gen 6 e 8 Elite Extreme Gen 6 ma soprattutto quello dell’era agentica

Qualcomm cambia strategia e allo Snapdragon Summit di Maui, alle isole Hawaii - si tratta di un appuntamento fisso per il gigante dei processori, in cui presenta la sua visione per i mesi a venire - porta due nuovi processori, Snapdragon 8 Elite Gen 6 e Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, destinati ai prodotti Android di fascia alta. Il primo specializzato su prestazioni, intelligenza artificiale, gaming, fotografia e connettività. L’Extreme, più potente, progettato per la nuova era dell’intelligenza artificiale “agentica”, con capacità più avanzate e prestazioni ulteriormente potenziate. Si tratta della prima volta in cui Qualcomm porta due processori di fascia alta nella stessa generazione. ”Stiamo passando da un mondo in cui al centro c’era il telefono a un mondo in cui al centro adesso ci sono gli agenti. Ed è qualcosa che sta accadendo adesso, la transizione è iniziata”, ha spiegato il Ceo Cristiano Amon, alla presentazione a cui Sky TG24 è stata invitata insieme ai media di tutto il mondo. Il focus, dunque, passa dalle app agli agenti.

Cristiano Amon, Ceo di Qualcomm, sul palco dello Snapdragon Summit
Cristiano Amon, Ceo di Qualcomm, sul palco dello Snapdragon Summit

La visione di Qualcomm

Snapdragon, spiega ancora Amon, è la piattaforma adatta a questo cambiamento: “Non puntiamo a sostituire il telefono, ma il telefono diventa il tramite con cui possiamo interagire con gli agenti”. Un’esperienza che diventa intuitiva, immediata, sicura e sempre disponibile, un telefono in grado di accedere alla conoscenza personale in modo sicuro, che sappia prendere iniziativa, che ragioni in tempo reale e che sia multimediale. Ma anche che funzioni in modo semplice, “altrimenti - ironizza Amon - meglio fare una telefonata noi stessi, invece di perdere tempo a spiegare all’I.A. cosa deve fare”. Per Amon, che sul palco è stato raggiunto da rappresentanti di Google e Mastercard, è arrivata l’era del “computing eterogeneo”: se la capacità di computazione e il bisogno di sicurezza sono sempre maggiori, la scelta migliore è quella di portare sugli smartphone, negli occhiali smart, in auto, nei laptop, nelle cuffie le stesse tecnologie di Qualcomm presenti nei data center. “Negli ultimi 10 anni abbiamo definito cosa è uno smartphone, nei prossimi 10 anni lo reinventeremo”.

Snapdragon 8 Elite Gen 6
Snapdragon 8 Elite Gen 6

I nuovi chip

E per guidare la rivoluzione degli agenti AI c’è bisogno di processori sempre più potenti e specializzati. E la novità presentata quest’anno da Qualcomm si chiama 8 Elite Gen 6, insieme a 8 Elite Extreme Gen 6. In gergo tecnico, i SoC sono un unico componente che riunisce il processore centrale, la parte grafica e un’unità dedicata all’intelligenza artificiale: da lì dipendono la velocità di un telefono, la durata della batteria e le funzionalità “intelligenti” che può offrire. Il 2026 segna l’avviso di una strategia “multi-flagship”, con l’obiettivo di portare le novità dell’intelligenza artificiale su una gamma più ampia di dispositivi premium, lasciando allo stesso tempo più scelta ai produttori. Partiamo da 8 Elite Gen 6: è l’erede diretto del processore di generazione 5, mentre l’Extreme sta un gradino sopra, e comprende tutto quello che ha il “fratello minore” ma con qualcosa in più. Qualcomm ha precisato che non si tratta di due versioni dello stesso chip, sono invece due piattaforme progettate separatamente, entrambe a 2 nanometri, cioè con componenti la cui dimensione si misura in miliardesimi di metro. La produzione è affidata a TSMC. Per il momento Qualcomm - che ha ribattezzato i due chip “i più veloci al mondo” - non ha comunicato i prezzi e non ha specificato se la scelta è dovuta alla situazione di crisi del mercato delle memorie.

L’architettura del nuovo SoC
L’architettura del nuovo SoC

Qualcomm spiega che entrambi i chip sono pensati per agenti che comprendono il contesto personale su più dispositivi, anticipano le esigenze e imparano nel tempo. E per far questo, l’unità dedicata (Hexagon NPU) è stata riprogettata e dotata di un nuovo acceleratore per modelli “transformer”, la famiglia di software su cui si basano i chatbot moderni. Il processore Oryon, spiegano ancora da Qualcomm, raggiunge picchi di 5 GHz (per la prima volta al mondo), mentre sul fronte fotografico entrambi i chip sono dotati di Intelligent Pixel Control, una gestione dell’immagine basata su I.A., e supportano un motore colore avanzato. Ancora, il modem 5G X105 è presentato come un passo importante verso il 6G. Infine, c’è una novità che riguarda l’architettura del chip: si chiama Flex Cache ed è una sorta di memoria condivisa tra i due “core” del processore: così, se un lavoro viene affidato a un solo core, quasi tutta la memoria può essere messa a sua disposizione: una sorta di espediente per ridurre l’attesa quando i dati passano da un componente all’altro.

Che cosa aggiunge l'Extreme

La differenza più evidente tra i due chip riguarda, ancora, il tema dell’intelligenza artificiale. L'Extreme è indicato per modelli con oltre 30 miliardi di parametri, e la memoria condivisa dell’unità I.A. è del 50 per cento maggiore rispetto a Gen 6. È la promessa dell’intelligenza artificiale che lavora solo sul dispositivo: i dati rimangono privati, vengono elaborati in locale e le risposte arrivano senza passare da chissà quale server, eliminando ritardi e colli di bottiglia. Sul fronte dei giochi, l’Extreme monta poi sulla scheda grafica Adreno dei “matrix core”, cioè dei circuiti dedicati ai calcoli di intelligenza artificiale: attraverso Adreno Neural Fusion il dispositivo è in grado di “ingrandire” le immagini generate a bassa risoluzione e creare fotogrammi intermedi che rendono i giochi più fluidi. Sul fronte video, infine, Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 supporta la registrazione in 8K a 60 fps e in 4K slow motion a 240; supporta il formato professionale APV e, secondo Qualcomm, è il primo al mondo con il codec VVC, una tecnica di compressione innovativa pensata per ridurre peso e consumi dei filmati.

Motorola signature 27
Motorola signature 27

Come si muovono i produttori

I primi indizi su dove arriveranno i chip vengono da Motorola, che a Maui ha mostrato in anteprima il signature 27, con il processore Extreme. Il produttore parla di un sistema di raffreddamento ridisegnato (ArcticMesh), un comparto fotografico innovativo, audio firmato B&O, sette anni di aggiornamenti e funzioni di I.A. fornite da Gemini di Google. Il suo arrivo è previsto per la fine dell’anno. Oltre a Motorola, è prevista l’adozione dei nuovi chip da parte dei principali produttori mondiali, a partire da Xiaomi (con gli smartphone 18 Pro e 18 Pro Max).

Snapdragon X Elite, il chip di Qualcomm che alimenta i nuovi Googlebook
Snapdragon X Elite, il chip di Qualcomm che alimenta i nuovi Googlebook

Googlebook, il portatile che parla con Android

Una delle novità della prossima stagione - lanciata alla vigilia del Summit - si chiama Googlebook, una nuova categoria di laptop Google pensata per lavorare in continuità con gli smartphone Android, sfruttando le capacità di intelligenza artificiale all’avanguardia di Snapdragon X Elite combinate con l’I.A. di Gemini. Tra i primi produttori che adotteranno le novità targate Qualcomm figurano Dell e HP. Al centro, Snapdragon X Elite, il chip per laptop di Qualcomm: integra un processo a quattro nanometri e fino a 45 TOPS di potenza, cioè 45mila miliardi di operazioni al secondo. Si tratta, secondo quanto spiegato da Google, di una nuova categoria di portatili progettata per lavorare con i dispositivi Android, con tanto di funzionalità intelligenti e continuità con il telefono. I nuovi dispositivi promettono anche una lunga autonomia e un’esperienza “cross-device” con smartphone e tablet Android alimentati da Snapdragon, incluse applicazioni e giochi Android nativi.

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