DJI Osmo Mobile 8P, riprese più stabili e controllo a distanza

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Massimo Gucciardi

Massimo Gucciardi

Introduzione

Un telecomando removibile con display, un sistema di tracciamento più preciso e la possibilità di controllare l’inquadratura anche lontano dallo smartphone. Con Osmo Mobile 8P DJI perfeziona uno dei suoi stabilizzatori più completi e prova a semplificare soprattutto il lavoro di chi registra video da solo

Quello che devi sapere

Un’evoluzione mirata

A pochi mesi dall’arrivo di Osmo Mobile 8, DJI torna sul suo stabilizzatore per smartphone con un aggiornamento che non rivoluziona il progetto (Osmo Mobile 8P) ma interviene su uno dei suoi principali limiti: l’assenza di un vero controllo remoto. La novità più importante si chiama Osmo FrameTap. È un piccolo telecomando magnetico con schermo touch che normalmente rimane agganciato all’impugnatura, ma può essere rimosso per controllare il gimbal e verificare l’inquadratura a distanza. Una soluzione pensata per creator, videomaker e per chi realizza interviste, tutorial o contenuti social senza avere necessariamente un operatore dietro la videocamera. Accanto al nuovo telecomando arrivano anche ActiveTrack 8.0, un modulo multifunzione aggiornato e il supporto ad Apple DockKit.

Come si presenta

La struttura riprende quella già collaudata della famiglia Osmo Mobile. Il gimbal è pieghevole, può essere trasportato facilmente in uno zaino e integra sia un’asta telescopica da 215 millimetri sia un piccolo treppiede estraibile dall’impugnatura. Il peso sale a circa 386 grammi, leggermente superiore rispetto al modello precedente, ma rimane adeguato per un prodotto che concentra nello stesso corpo stabilizzatore, asta per selfie e supporto da tavolo. Il treppiede è stato rivisto con un’apertura più ampia, utile per migliorare la stabilità quando si registra senza tenere il dispositivo in mano. L’aggancio dello smartphone avviene tramite il consueto morsetto magnetico. Il montaggio richiede pochi secondi e, una volta aperto il gimbal, si può iniziare a registrare senza particolari operazioni di bilanciamento. L’impugnatura è solida e comoda, anche se la presenza del FrameTap ha costretto DJI a ripensare in parte la disposizione dei comandi.

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FrameTap, la vera novità

Il protagonista di questa generazione è senza dubbio Osmo FrameTap. Il telecomando dispone di uno schermo touch da 1,4 pollici sul quale viene replicata l’inquadratura dello smartphone o quella rilevata dal modulo multifunzione. Quando è agganciato magneticamente all’impugnatura funziona come centro di controllo del gimbal. Rimuovendolo, invece, diventa una sorta di regia tascabile: si può verificare la composizione, muovere lo stabilizzatore, regolare lo zoom, attivare il tracking e avviare una ripresa senza trovarsi accanto al telefono. La portata dichiarata arriva fino a circa 25 metri. È una funzione particolarmente utile quando si utilizza la fotocamera posteriore dello smartphone, solitamente migliore di quella frontale ma più difficile da gestire durante un selfie video. Con FrameTap si vede sempre ciò che il telefono sta riprendendo e si può correggere l’inquadratura prima di iniziare. Il display è piccolo, ma sufficientemente leggibile anche all’aperto. Non sostituisce lo schermo dello smartphone per controllare ogni dettaglio, ma offre tutte le informazioni necessarie per evitare riprese storte, teste tagliate o soggetti fuori dal quadro.

I comandi e qualche compromesso

Il telecomando introduce nuove possibilità, ma modifica anche l’ergonomia rispetto a Osmo Mobile 8. Il joystick è più piccolo e diverse funzioni, come il cambio della modalità di movimento o il passaggio tra orientamento verticale e orizzontale, sono state spostate sullo schermo touch. Scompare inoltre la rotella laterale dedicata alla regolazione dello zoom e della messa a fuoco. Queste operazioni possono essere ancora controllate, ma richiedono qualche passaggio in più attraverso l’interfaccia del FrameTap. Il risultato è un dispositivo più versatile quando si registra a distanza, ma leggermente meno immediato quando viene utilizzato in modo tradizionale, tenendolo sempre in mano. Chi preferisce i comandi fisici potrebbe aver bisogno di qualche sessione per abituarsi. Rimane il grilletto anteriore, utile per ricentrare velocemente il gimbal, bloccare temporaneamente gli assi e passare dalla fotocamera anteriore a quella posteriore.

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Il tracciamento dei soggetti

L’altro grande miglioramento riguarda il tracking. Osmo Mobile 8P offre tre diverse modalità per mantenere il soggetto nell’inquadratura. La prima passa attraverso ActiveTrack 8.0, disponibile nell’app DJI Mimo. La seconda utilizza il nuovo Modulo multifunzione 2, incluso nelle configurazioni più complete. La terza sfrutta Apple DockKit per utilizzare il tracciamento direttamente con la fotocamera nativa dell’iPhone e con le applicazioni compatibili. Il nuovo modulo non riconosce soltanto persone, cani e gatti. Può seguire anche automobili, oggetti e punti di riferimento, ampliando le possibilità rispetto alla generazione precedente. È utile, per esempio, per riprendere un veicolo in movimento, una dimostrazione di prodotto o una scena sportiva. Il sistema reagisce rapidamente ai cambi di direzione e riesce a ritrovare il soggetto anche quando questo scompare per qualche istante dietro un ostacolo. È possibile inoltre decidere in quale punto del quadro mantenerlo, senza essere costretti ad averlo sempre perfettamente al centro. Una possibilità importante per costruire inquadrature più curate e lasciare spazio a testi, paesaggi o altri elementi della scena.

Stabilizzazione e riprese a 360 gradi

La stabilizzazione rimane uno dei punti di forza della gamma. Il sistema meccanico a tre assi compensa passi, piccoli scossoni e movimenti improvvisi dello smartphone, restituendo riprese molto più fluide rispetto a quelle ottenute tenendo il telefono direttamente in mano. DJI parla di motori di ottava generazione con una coppia superiore del 20 per cento. Nella pratica, il miglioramento rispetto a Osmo Mobile 8 non è sempre evidente, ma la stabilizzazione rimane precisa e affidabile anche durante camminate veloci e movimenti più dinamici. La rotazione panoramica continua permette di seguire il soggetto a 360 gradi e di realizzare il cosiddetto Infinite Spin, con movimenti circolari che possono essere utilizzati come transizioni o effetti creativi. Inclinando in avanti l’asse panoramico è possibile anche registrare dal basso, avvicinando lo smartphone al terreno. Una prospettiva interessante per seguire animali domestici, bambini o soggetti in movimento senza doversi piegare continuamente.

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L’app DJI Mimo

Per sfruttare tutte le funzionalità è necessario utilizzare l’app DJI Mimo, che offre diverse modalità automatiche e creative. DynamicZoom riproduce il classico effetto di compressione o allungamento dello sfondo, mentre Slow Shutter permette di catturare scie luminose e movimenti nelle scene notturne. Action Shot rende più reattivo l’inseguimento dei soggetti veloci e la modalità widescreen registra direttamente nel formato cinematografico 2,35:1. Tra le funzioni più interessanti c’è anche Smart Teleprompter, che mostra sullo schermo dello smartphone un testo con velocità di scorrimento regolabile. È una soluzione utile per presentazioni, video informativi e contenuti nei quali bisogna parlare direttamente in camera senza imparare tutto a memoria. L’app rimane però un passaggio quasi obbligato per accedere alle possibilità più avanzate. Con iPhone, Apple DockKit rende più semplice il tracciamento nella fotocamera nativa, ma l’esperienza più completa continua a essere quella offerta da DJI Mimo e dal Modulo multifunzione 2.

Luce e audio

Il nuovo modulo multifunzione integra anche una luce ausiliaria. Luminosità e temperatura possono essere regolate su otto livelli attraverso FrameTap, così da illuminare il volto nelle riprese al chiuso o in condizioni di luce non ottimali. C’è però un passo indietro rispetto al modulo precedente: non è più possibile collegare direttamente al componente un microfono wireless DJI. Per registrare con DJI Mic è quindi necessario utilizzare un ricevitore connesso allo smartphone. Non è un limite insormontabile, soprattutto nella Creator Combo che include già parte dell’attrezzatura audio necessaria, ma aggiunge un cavo o un accessorio in più a una configurazione che punta proprio sulla semplicità.

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Autonomia

DJI dichiara fino a 10 ore di autonomia, un valore raggiungibile negli utilizzi meno intensi, con il gimbal fermo o impegnato principalmente nella stabilizzazione. Attivando contemporaneamente il tracciamento e la luce LED alla massima potenza, la durata può scendere a circa quattro ore. Rimane comunque sufficiente per una lunga sessione di registrazione, ma chi pensa di utilizzare tutte le funzioni durante un’intera giornata dovrà mettere in conto una ricarica. La porta USB-C permette inoltre di utilizzare la batteria dello stabilizzatore per alimentare lo smartphone, una funzione preziosa durante dirette, interviste o riprese prolungate, anche se naturalmente riduce ulteriormente l’autonomia complessiva.

Verdetto e prezzi

Osmo Mobile 8P non stravolge il modello precedente, ma aggiunge esattamente ciò che mancava: un sistema di controllo remoto integrato, semplice da utilizzare e realmente utile. FrameTap rende molto più facile registrare da soli, soprattutto con la fotocamera posteriore, mentre ActiveTrack 8.0 e il Modulo multifunzione 2 offrono un tracciamento preciso e sufficientemente reattivo anche nelle situazioni più complesse. Restano alcuni compromessi. La riduzione dei comandi fisici rende il gimbal meno immediato nell’utilizzo a mano libera, mentre l’eliminazione della connessione diretta con i microfoni DJI sul nuovo modulo obbliga a utilizzare un ricevitore esterno. Sono rinunce che pesano soprattutto per chi arriva da Osmo Mobile 8, meno per chi cerca il suo primo stabilizzatore evoluto. La Standard Combo costa 159 euro e comprende gimbal, morsetto magnetico, FrameTap, cavi e custodia. La Advanced Tracking Combo, proposta a 189 euro, aggiunge il Modulo multifunzione 2. La più completa Creator Combo costa 219 euro e integra anche il sistema audio DJI Mic Mini 2 e i relativi accessori.

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Pro e Contro

PRO:

  • FrameTap permette di controllare inquadratura e gimbal a distanza
  • Tracciamento preciso di persone, animali, veicoli e oggetti
  • Stabilizzazione efficace e rotazione panoramica a 360 gradi
  • Asta telescopica e treppiede integrati

CONTRO:

  • Meno comandi fisici rispetto a Osmo Mobile 8
  • Eliminata la rotella dedicata a zoom e messa a fuoco
  • Il Modulo multifunzione 2 non riceve direttamente i microfoni DJI
  • Autonomia sensibilmente ridotta con tracking e luce sempre attivi

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