Il giardino diventa smart: così la tecnologia riprogetta l’outdoor
NOWDalla gestione automatica della luce alla domotica integrata, lo spazio esterno evolve e diventa una vera estensione della casa. Abbiamo provato le pergole bioclimatiche Pergolux, che reinterpretano il giardino come uno spazio smart e modulare, pensato per l’uso quotidiano
Per anni il giardino è stato uno spazio accessorio, vissuto solo quando il meteo lo permetteva: qualche mese all’anno, spesso in modo occasionale. Oggi questa idea appare superata. Estati sempre più torride, piogge improvvise e una nuova attenzione alla qualità della vita stanno trasformando l’outdoor in una vera estensione della casa, da utilizzare maggiormente e con continuità. Quando il giardino entra nella routine quotidiana, non basta più che sia bello: deve essere controllabile, adattabile, tecnologico. Un cambiamento che si riflette anche in Italia, dove l’outdoor sta perdendo la sua dimensione puramente decorativa per diventare un ambiente progettato. È in questo scenario che si inserisce l’approccio di Pergolux, azienda nord‑europea che ci ha dato modo di provare dal vivo le sue pergole bioclimatiche di ultima generazione.
Dall’idea di lusso all’accessibilità tecnologica
Pergolux nasce in Norvegia ma affonda le radici in un’esperienza molto più lunga. “Pergolux è nata da un gruppo di fondatori con oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle pergole", ci spiega Riccardo Ferrari, Country Manager Italia di Pergolux. “Osservando il mercato ci siamo resi conto che i prodotti esistenti erano spesso molto costosi, ma non realmente pronti dal punto di vista tecnologico. Da qui la nostra missione: rendere il lusso accessibile, permettere a più persone di vivere lo spazio esterno che desiderano”. Il progetto prende forma in Norvegia, dove ancora oggi si concentrano progettazione e design industriale, per poi strutturarsi in Germania e diffondersi attraverso filiali internazionali. Un’azienda giovane che guarda con particolare attenzione all’Italia: “Il mercato italiano delle pergole è tra i più avanzati in assoluto - sottolinea Ferrari - perché qui si lavora su questi prodotti da 60 o 70 anni: è un contesto estremamente competitivo, dove il livello tecnico è alto. Ed è proprio per questo che l’innovazione è sempre stata centrale nel nostro lavoro”. L’innovazione, però, non passa solo dalla tecnologia, ma anche dal modo in cui la tecnologia viene integrata. Le pergole di Pergolux adottano linee minimaliste, pensate per adattarsi a contesti architettonici molto diversi, senza imporre uno stile dominante. Dietro questa apparente semplicità si nasconde un lavoro di ottimizzazione ingegneristica, che ha permesso di semplificare il prodotto, ridurre i costi e migliorare affidabilità e resistenza dei materiali.
La pergola bioclimatica come sistema intelligente
Durante la prova sul campo emerge subito che qui non si parla più di una semplice copertura. La pergola bioclimatica, per Pergolux, è un sistema completo: struttura, tetto, laterali, accessori e controllo climatico. Il cuore del progetto è il tetto a lamelle orientabili, che possono aprirsi fino a 120 gradi, permettendo di modulare luce, ventilazione e protezione in base alle condizioni atmosferiche. Un concetto che diventa ancora più efficace grazie al sistema proprietario Rainlux, che incanala l’acqua piovana in grondaie interne invisibili, facendola defluire all’interno dei pali. “Abbiamo lavorato molto sulla parte ingegneristica per migliorare la resistenza dei materiali - ci spiega Ferrari - e ad esempio abbiamo deciso di utilizzare l’alluminio con spessori importanti, verniciato a spruzzo, che richiede pochissima manutenzione rispetto al legno”. Uno degli aspetti più interessanti della prova riguarda la modularità. Grazie al sistema SnapFit, la pergola può essere arricchita nel tempo con nuovi accessori: vetrate panoramiche, tende a rullo, pareti a doghe, illuminazione LED, lampade riscaldanti e - presto - anche ventilatori. Chiudendo la struttura con le vetrate e aggiungendo i riscaldatori, la pergola diventa abitabile anche in inverno: non isolata come una veranda tradizionale, ma perfettamente vivibile. Tutto gestibile, ovviamente, come un dispositivo smart. “Le nostre pergole sono compatibili con i principali sistemi di smart home, come Alexa e Google”, racconta Ferrari, che spiega: “Si controllano tramite app, telecomando o assistente vocale: tetto motorizzato, luci LED, riscaldatori. Il sistema è aggiornabile ed è pronto per evolvere nel tempo”.
Dal montaggio alla fruizione quotidiana
Pergolux ha lavorato anche su un aspetto meno visibile, ma decisivo: l’installazione. Le pergole sono progettate per essere montate in modo semplice, idealmente da due o tre persone. “Sui modelli più recenti siamo riusciti a ridurre il montaggio delle lamelle da oltre un’ora a circa 15 minuti”, evidenzia Ferrari. L’azienda non utilizza installatori interni, ma una rete di partner qualificati. Il risultato è una gamma che, a seconda di modello e superficie, si posiziona in una fascia tra i 5.000 e i 15.000 euro. La sensazione restituita dalla prova è che le pergole bioclimatiche Pergolux non cercano di “sovraccaricare” il giardino di tecnologia, ma di renderlo più semplice da vivere, facendolo uscire dalla regola della stagionalità e facendolo entrare definitivamente nell’era della casa intelligente