Nothing stupisce ancora: ecco Phone (4a) e (4a) Pro e le cuffie Headphone (a)
NOWIntroduzione
Dopo un’attesa estenuante, esasperata ad arte dal fondatore Carl Pei, Nothing Phone ha svelato la sua gamma di mezzo: il (4a), il (4a) Pro e le nuove Headphone (a)
Quello che devi sapere
L'universo Nothing reinterpretato
Cosa accomuna le nuove creature di casa Nothing, (4a) e (4a) Pro? Sono originali, fuori dal coro, fanno ricredere chi pensava che ormai nel mondo smartphone e dintorni tutto fosse già stato inventato, visto, appiattito verso prestazioni pure e poco altro. Ma Nothing è nata per stupire. Le novità sono sostanziali oltre che estetiche anche se sono queste ultime a colpire al primo sguardo. Le iconiche trasparenze rimangono, almeno sul (4a) ma al bianco e al nero si aggiungono due colori vivaci, giovani: il blu e il rosa per il (4a) Pro, il solo blu per la versione meno potente. Per il resto Nothing ha rivoluzionato il suo segmento medio. L’interfaccia Glyph, già elevata a status symbol, diventa adulta, si semplifica, ma non banalizza, nel caso del (4a) e si esalta nel Pro. Le prestazioni si fanno elevate grazie alla nuova piattaforma basata su processori Snapdragon della serie 7 di quarta generazione, fotocamere di qualità, Nothing OS evoluto ed I.A. avanzata fanno il resto.
Nothing Phone (4a) Pro, "ghlyph" all'ennesima potenza
Cominciamo dal modello più potente ed evoluto: il Nothing Phone (4a) Pro. Equipaggiato con lo Snapdragon 7 Gen 4 di Qualcomm, supporta applicazioni di intelligenza artificiale e altri stress test con notevole disinvoltura. È veloce, regala ottima fluidità, non lagga mai, grande alleato di Nothing Os 4.1 che offre così personalizzazioni e coinvolgimento totale. La scocca unibody colpisce al primo sguardo perché fatta bene come poche. È in metallo, un elegante e robusto alluminio aeronautico e regala sensazioni ormai riservate a prodotti di fascia altissima pur rinunciando alle iconiche trasparenze che rimangono solo nella finestra riservata alle fotocamere e alla Gliph Matrix. E proprio il metallo ha permesso di realizzare un sistema di raffreddamento efficace e sovradimensionato. Niente scaldini tra le mani, quindi, nemmeno nelle lunghe sessioni di gioco. Ad avvantaggiarsi è stata anche la certificazione di impermeabilità che è IP65. Sopporta polvere e acqua con immersioni fino a 20 minuti in 25 cm. Lo spessore è di soli 7,95 millimetri, che va a caratterizzare lo smartphone più sottile mai realizzato da Nothing e la finestra superiore non sporge poi molto nonostante una Glyph Matrix molto più grande delle precedenti applicazioni.
Un momento di riflessione sull'universo Nothing
Ma qui conviene rallentare, se non addirittura fermarsi, per capire il (4a) Pro e le nuove pieghe del pensiero Nothing. La Glyph Matrix, infatti, meriterebbe una trattazione dedicata, così come l’Essential Space. È una rivisitazione, un rilancio, convinto, del concetto di Glyph immaginato, concepito e portato qui ad età matura da Nothing. Siamo al cospetto di qualcosa che va oltre l’utile, è il superfluo che diventa indispensabile, insieme futile e dilettevole, è il rovescio della medaglia più affascinante del lato buono, con la scoperta, usandolo, che serve più spesso di quanto ci si aspetti o si sia immaginato. È un oblò che permette di riconoscere lo smartphone tra mille, un’idea autentica e genuina che può avere più d’una applicazione. È composto da 137 mini-led, in numero minore rispetto ai modelli precedenti ma più grandi del 57 per cento e più luminosi del cento per cento raggiungendo il picco di 3000 nits. Compatibile con i Gliph Toys più in voga, come batteria, timer, orologio digitale ecc, può essere totalmente personalizzato assegnando animazioni per chiamate e notifiche. Così anche con lo schermo rivolto verso il basso sappiamo chi ci chiama e cosa succede nel nostro piccolo mondo digitale. Può indicare il volume e si può usare come conto alla rovescia e anche in questo caso si rimane a guardare la creatività con cui gli uomini Nothing sono riusciti a rendere simpatico, piacevole, anche un semplice riempimento di led.
Glyph Matrix ed Essential Space: la nuova frontiera dell'originalità
Può anche funzionare da torcia con varie intensità, in associazione con il led singolo che pure rimane, così come quello rosso che indica una registrazione video in corso. Certo dopo qualche tempo rimane solo la simpatica trovata, ma anche in questo caso, prima di finire di amici a cui mostrare il nuovo gioco, abbiamo già assaporato con orgoglio, misto a piacere, l’avere tra le mani un oggetto unico. Unico come l’Essential Space, uno spazio dedicato all’ordine, uno scrigno dove riporre il proprio disordine, al resto pensa l’IA, l’intelligenza artificiale secondo Nothing. Tutto prende forma con il tasto singolo alla destra dello smartphone. Si tiene premuto e si possono registrare note vocali, che possono essere associate a screen shot salvati nello stesso spazio. Con un doppio click si entra nell’applicazione e si ritrova tutto come noi non saremmo mai stati in grado di fare. Se poi volete esagerare c’è la comunità che sforna quotidianamente, sul sito Playground, applicazioni che si interfacciano perfettamente con l’universo Nothing.
Comparto fotografico finalmente a punto grazie all'I.A.
Il comparto fotografico, spesso non in cima ai pensieri della casa inglese, poi, è stato migliorato e integrato con l’indispensabile Intelligenza Artificiale: il grandangolo da 50mp è prodotto da Sony, il telescopico, sempre da 50mp, è firmato Samsung e offre uno zoom ottico 3,5x, ma, soprattutto, ne permette uno digitale che si spinge fino a 140x, mai nessuno nella fascia media si era spinto fino a tanto. Ancora dalla Sony arriva l’ultra grandangolare da 8mp, non un portento, ma sarebbe stato peggio non averla. Un affiatato e ben dimensionato trittico di fotocamere dalla qualità quasi sempre ottima e che solo di notte, con luce davvero scarsa mostra qualche limite. E per i selfie, possiamo contare su una buona grandangolare da 32MP. Tra i formati supportati troviamo foto Ultra XDR e video 4K Ultra XDR con effetti HDR del tutto paragonabili al Dolby Vision quanto a colori e dettagli. Molti i preset disponibili, sempre a portata di mano anche dal widget, per essere sempre pronti a scattare foto originali. Difficile non definire un esercizio di tecnica fotografica lo zoom 140x. Non semplice da utilizzare se non ci si affida ad un cavalletto professionale ben saldo, ma sapere che si può è motivo di letizia interiore. Le foto, in generale, non deludono a patto di avere una buona luce, in caso contrario ci si deve affidare alle elaborazioni del (4a) Pro. La stabilizzazione invece è di ottimo livello anche registrando video in 4k che però si fermano a 30fps.
Display ampio (forse troppo), luminoso il giusto e con colori reali
Il display è un Amoled da 6,83 con risoluzione 1,5K, 450 PPI, frequenza di aggiornamento di 144HZ, ed è protetto dal Corning Gorilla Glas 7i. La luminosità di picco è di 5.000 nits quella media, invece, si attesta sui 2.500 e rende perfettamente visibili i contenuti anche sotto luce diretta del sole ma non acceca in condizioni di scarsa illuminazione quando molti altri fanno fatica a trovare un equilibrio. Merito anche del sensore di luminosità che però in qualche occasione è risultato pigro e in condizioni di poca luce, sparsa, diffusa, ha fatto “pompare” leggermente il display. Le cornici sono contenute e perfettamente simmetriche. Il (4a) Pro è bello da tenere in mano anche se non è un peso piuma, siamo nell’ordine dei 210 grammi e bisogna fare l’abitudine a dimensioni che cominciano ad essere importanti anche se la presa risulta sempre ben salda. Il riconoscimento facciale è 2D, si avvale della collaborazione, determinante, della fotocamera anteriore e dell’intelligenza artificiale. È rapidissimo, nulla da inviare ai più costosi e blasonati impianti 3D, così come il lettore di impronte digitali che avevamo già apprezzato su altri modelli della casa inglese, la cui posizione risulta, però, un po’ bassa, fosse stato piazzato un centimetro più su avrebbe rasentato la perfezione.
Batteria che porta sempre fino a sera
La batteria è da 5.080 mAh, Nothing dichiara fino a 17 ore di autonomia con un utilizzo vario, tra musica, video e produttività lavorativa, accetta la ricarica fino a 50w, sufficiente a passare da zero al 60 per cento in 30 minuti e garantisce il 90 per cento di capacità residua dopo oltre 1200 cicli, vale a dire circa 3 anni di utilizzo. Il prezzo di listino del (4a) Pro è di 499 euro.
Nothing Phone (4a), il fratellino col complesso di superiorità
Nothing Phone (4a) non è la versione “semplificata” del (4a) Pro. Ne è l’anticamera, una sorta di passaggio obbligato per chi ha voglia di qualcosa di nuovo ma non ha ancora il coraggio o la convinzione necessaria per buttarsi su Gliphy animati ed esperienze troppo fuori dall’ordinario.
Il processore è lo Snapdragon 7s di quarta generazione prodotto da Qualcomm, una certezza anche in questa versione per “neopatentati”. Rispetto al 7 Gen 4 è più lento di un 20 per cento, ma è difficile accorgersi della differenza di prestazioni. Infatti, nemmeno qui troviamo lag, tutto gira a meraviglia, solo nelle sessioni di gioco più accanite o nei test di velocità più spinti si può riscontrare qualche punto di calore nel posteriore. Non difficile da mettere in conto, comunque, visto che qui siamo al cospetto di un Nothing come Carl Pei comanda: trasparente e interamente in Policarbonato. Attenzione però ad arricciare il naso. Come diciamo ormai da qualche anno, le finiture sono di qualità tale da non fare rimpiangere in nessun modo la mancanza di metallo. Tra le mani, infatti, si ha una sensazione di solidità sconosciuta ai rivali di questa fascia di prezzo, mentre le trasparenze danno un senso all’acquisto di questo Nothing.
Trasparenze e Glyph Interface
Sul retro infatti cambia tutto ed i puristi del marchio si sono divisi tra chi ha accettato la rivoluzione e chi implora la restaurazione. Nothing la chiama evoluzione della Glyph Interface, del linguaggio estetico, ora incentrata sulla Glyph Bar. Con 63 mini-led raccolti in sette zone di luce quadrate, può fungere da faretto per foto e video, pur restando il led rosso a indicare la registrazione in corso, possiamo assegnare segnali luminosi a chiamate, messaggi, ricarica, timer. Meno efficace della Glyph Matrix del (4a) Pro, ma pur sempre un plus. Il display è un AMOLED da 6,78 pollici con risoluzione di 1,5K e 440 Ppi, luminosità di picco di 5.000 Nits, 1.600 quella media, frequenza di aggiornamento adattiva di 120 Hz e cornici ridotte e simmetriche anche nelle parti curve. È protetto dal Corning Gorilla Glass 7i che oltre ad una protezione dai graffi doppia rispetto alla generazione precedente, resiste a cadute fino ad un metro di altezza. Ha colori reali, non artefatti e questo non sempre è inteso come un pregio dalle nuove generazioni.
Essential Space, per entrare nell'era dell'I.A.
Anche qui troviamo l’Essential Space vero punto di riferimento per la categoria e ripreso da molta parte della concorrenza. Ci si può ritrovare tutto il nostro mondo, preciso e ordinato dall’intelligenza artificiale. Nella norma lo spessore: 8,55 millimetri così come il peso che si attesta sui 204 grammi. È certificato IP64 e resiste ad immersioni fino a 25 centimetri per 20 minuti. Non c’è la possibilità di avere una Sim virtuale, mancanza di una certa rilevanza in uno smartphone moderno e innovativo. Anche qui le novità nel comparto fotografico non sono molte, ma i miglioramenti in termini di qualità finale sono notevoli. La telecamera principale si avvale di un sensore da 50 MP, stabilizzato otticamente, con apertura f/1.8, il teleobiettivo è sempre da 50 MP e serve per lo zoom 3,5x ottico che può arrivare fino a 70x in esecuzione digitale, una presenza gradita e non scontata in questa fascia di prezzo. La grandangolare, invece, è da 8MP con aperura f/2.2 la stessa della fotocamera frontale che è da 32 MP.
Foto di qualità, ma solo con tanta luce
Le foto sono di buona qualità, in condizioni di luce piena gli scatti offrono una notevole profondità, meno di notte condizione nella quale anche i video, che possono arrivare anche in questo caso come in quello del fratello maggiore, a 4k 30fps, faticano con frequenti perdite di fuoco. Buona invece la stabilizzazione. La batteria è da 5080 mAh che fa arrivare a sera senza patemi. Il prezzi di listino del 4(a) è di 369 euro.
Nothing Headphone (a), autonomia monstre e audio di qualità
Ed infine ecco le Headphone (a), cuffie over ear dalle dimensioni generose e dall’autonomia mostruosa: ben 135 ore, praticamente 5 giorni di ascolto ininterrotto e bastano 5 minuti per ottenere fino a 5 ore di riproduzione. Anche in questo caso siamo di fronte ad un prodotto inconfondibilmente Nothing.
Design elegante, accattivante e irriverente allo stesso tempo, oggi in colorazioni audaci come il giallo e il rosa. Alla bilancia denunciano 310 grammi, i cuscinetti sono in memory foam traspirante e sono certificate IP52, quindi niente paura ad allenarsi sotto la pioggia o in ambienti polverosi. Riprendono i controlli fisici genialmente introdotti con le Headphone (1), sono integrati nei padiglioni e rispondono ai nomi di: Roller, Paddle e Button. Permettono di regolare il volume, passare da un brano all’altro, metterlo in pausa, avanzare nella riproduzione, cambiare modalità di cancellazione del rumore oppure passare da un app all’altra mentre con la modalità Camera Shutter, Button, si trasforma in una sorta di telecomando per avviare registrazioni o scattare foto a distanza, senza toccare lo smartphone.
L’audio risulta di qualità. Il codec LDAC e il driver da 40 mm rivestito in titanio danno bassi presenti ma non roboanti. Si possono controllare dall’applicazione che permette regolazioni di fino grazie all’equalizzatore a otto bande con ampia scelta di preset e personalizzazioni, ma rimangono un gradino sotto le Headphone (1). Il volume, poi, non dà mai la sensazione di essere troppo potente o forte, un pregio per molti, ma avremmo preferito maggiori margini di scelta. La cancellazione del rumore è efficace, la trasparenza invece rimane troppo chiusa sull’audio in ascolto, nonostante i tre microfoni a disposizione e quando le togliamo la musica in ascolto non si ferma. Per farlo bisogna agire sullo smartphone. Prezzo di listino 159 euro.
Pro e Contro
PRO:
- Finiture
- Nothing OS
- Glyph Matrix nel (4a) Pro
- Essential Space
CONTRO:
- Nel (4a) manca la eSIM
- Foto con poca luce