Trenta giorni con Nothing Phone (3a) Lite
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Introduzione
Nothing Phone (3a) Lite è uno smartphone di fascia media originale e dalle prestazioni brillanti grazie all’inimitabile Nothing OS che regala un’esperienza d’uso fuori dal comune ad un prezzo ragionevole
Quello che devi sapere
Carl Pei colpisce sempre nel segno
La filosofia alla base del Carl Pei-pensiero racconta di emozioni, sensazioni uniche che anche uno smartphone di gamma media può regalare. Il fondatore di Nothing Phone è considerato un visionario, un uomo con lo sguardo sul presente e la mente nel futuro, un illuminato che trasforma in irripetibile tutto ciò che tocca.
(3a) Lite, porta d'ingresso all'universo Nothing
Con queste premesse ci approcciamo al (3a) Lite, smartphone che si pone alla base della gamma Nothing. Non cercate prestazioni monstre, non caricatevi di aspettative sulle specifiche tecniche o sulla qualità delle fotocamere, perché rimarreste delusi. La vera protagonista della prova di oggi è l’unicità di un prodotto che saprete apprezzare al di là di processori ultraveloci e sensori per foto da copertina. Sotto la scocca in policarbonato batte il MediaTek Dimensity 7300 nella versione Pro 5G che riesce a stupire soprattutto per la capacità di far girare in allegria I.A. come Gemini, che generalmente creano imbarazzi a processori di ben altra portata. Non ci sono lag, almeno non nelle operazioni di normale amministrazione e anche in quelle più impegnative riesce a dare una fluidità sorprendente.
Nothing OS inimitabile
Come spesso raccontiamo quando parliamo di Nothing Phone, il merito principale di tanto equilibrio va ad un sistema operativo che non ha nessun termine di paragone. Basato su Android 15, ma in distribuzione avanzata c’è il 16 e fa doppietta immediata con l’OS 4.0, non ha bisogno di tonnellate di Ram, qui bastano 8 GB più 2 virtuali per un rinforzino quando serve, né di una batteria da miliardi di mAh, qui ne troviamo una da 5.000, con ricarica a 33 watt, non wireless. La ricarica, al cento per cento avviene in un’ora circa e ci accompagna serenamente per almeno un giorno e mezzo grazie al processore che si è rivelato parco nei consumi e all’interfaccia che bada al sodo, quando serve arrivare subito al dunque, con pochi fronzoli ma molto ben distribuiti. Peccato non essere partiti subito da Android 16, anche perché dei 3 anni di aggiornamenti, uno è, praticamente, già andato. Da lode, invece, i 6 anni di aggiornamenti delle patch di sicurezza.
Un led come Glyph per un tuffo negli anni Novanta
Nel (3a) lite purtroppo perdiamo quasi tutti gli originali e caratteristici Glyph, i led lampeggianti che tanto ci hanno entusiasmato sui fratelli maggiori. Ciò che rimane della geniale trovata Nothing è un led nella parte posteriore, in basso a destra, che ricorda quanto di spettacolare fanno i suoi fratelli più ricchi e costosi. È comunque comunicativo, ci ricorda pur sempre che siamo al cospetto di qualcosa di unico e ci rimanda indietro nel tempo quando sui primi rudimentali accenni di smartphone trovavamo un puntino luminoso che ci indicava che qualcosa era successo nel nostro piccolo mondo o che qualcuno, in qualche modo, ci aveva cercati. Emozione in salsa Nothing.
Un display da primo della classe
Il display è un Flexible OLED da 6,77 pollici con risoluzione di 2392x1080, refresh rate adattivo fino a 120 Hz, 3.000 nit di luminosità di picco, 1.300 di massima. Quindi nessun problema sotto al sole. È sicuramente l’elemento su cui Nothing ha investito di più. Regala, infatti, colori vivaci ma reali mentre il feedback tattile è di livello superiore. Un pannello che regala sensazioni da top di gamma, insomma. Ci sono “cornicione” pronunciate che nella maggior parte degli smartphone di questa fascia inficiano il giudizio sulla resa al primo colpo d’occhio, qui invece diventano quasi un plus perché sono perfettamente simmetriche, seguono la curvatura dello smartphone fondendosi con esso, divenendo parte integrante della forma finale. Le finiture sono deluxe, il policarbonato non scricchiola e il caratteristico posteriore trasparente regala unicità ad un prodotto che vuole distinguersi e ci riesce perfettamente.
Poche rinunce, molti wow
Il sensore di impronte digitali è fulmineo. Poche altre volte mi è capitato di testare uno smartphone di fascia media con una velocità di sblocco così elevata senza essere ultrasonico, anche se è posizionato un po’ in basso, bisogna farci l’abitudine. Le rinunce sono poche ma significative e servono ad abbattere il prezzo tanto da permettere l’accesso alla galassia Nothing anche ai più scettici, forti di un esborso non impegnativo. La prima è senza dubbio relativa al comparto fotografico. Due le fotocamere degne di nota. La principale da 50 megapixel e una grandangolare da 8. La terza, una macro da 2, fa più che altro scena se non presenza. Le foto risultano di buona qualità di giorno e in piena luce, ma il sensore va in crisi con il calar delle tenebre nonostante la funzione notte. I video arrivano a 4K, 30 frames al secondo con l’ottica principale, ma in questo caso la stabilizzazione è perfettibile. La grandangolare si ferma, invece, a 1080 con 30 o 60 fps. All’anteriore troviamo una 16 MP con apertura focale F/2,45 che regala effetti bokeh di buon livello.
Esperienza d'uso e conclusioni
Spesso per recensire uno smartphone basta elencare le caratteristiche tecniche, tanto sono diventate autoreferenziali, beh, non è certo il caso di un Nothing, men che meno di questo (3a) Lite. Le animazioni, i passaggi da un’applicazione all’altra oppure solo uscendo da un qualsiasi applicativo, diventano piacere per la vista, appagano i cacciatori di effetti speciali ma anche chi vuole solo distinguersi dalla massa in un mercato appiattito su esperienze d’uso senza emozioni. La ricezione è ottima, supporta la doppia SIM ma non la eSIM, un limite oggi, ma c’è la possibilità di espandere la memoria con una micro-SD quando se ne utilizza una sola. L’audio è solo mono, l’unico altoparlante è posto nella parte inferiore e concede buone sensazioni. È leggero, ma non leggerissimo con i suoi 199 grammi, è certificato IP54, quindi non immergetelo, perché resiste solo a schizzi accidentali. E per finire, nota di merito va anche all’Essential Search Bar. È il tastino che troviamo sul lato destro, sotto quello di accensione e “risveglio”. È una chicca, un plus, o se volete semplicemente una nuova trovata di Nothing OS. È un segreter, uno scrigno dove custodire i nostri piccoli segreti quotidiani, ciò che non possiamo dimenticare, tutto in un unico click, semplice, veloce, ma non banale. In perfetto stile Nothing.
Disponibilità e prezzi
Con un listino di 249 euro per la versione 8/128 e 279 euro per quella 8/256, il Nothing Phone (3a) Lite si pone in una posizione di forza tra gli smartphone di gamma media, ancor di più se si ha il tempo e la voglia di cercare in rete, dove si scoprono offerte con prezzi che valicano di poco la soglia dei 200 euro.
Pro e Contro
PRO:
- Ineguagliabile Nothing OS
- Qualità costruttiva
- Fluidità di sistema
CONTRO:
- Mancanza di eSIM
- Comparto fotografico mediocre