Boom, l'impresa italiana che rivoluziona la fotografia commerciale

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Chiara Piotto

La piattaforma mette in contatto le aziende del food, dell'e-commerce e di altri settori che puntano sulla presenza digitale con fotografi freelance in tutto il mondo. Grazie all'intelligenza artificiale i tempi di post-produzione sono compressi e da inizio shooting alla consegna passano solo 24 ore

Una piattaforma dedicata alla fotografia commerciale che mette in contatto committenti e professionisti. Un’impresa che ha raccolto oltre 4 milioni di euro di finanziamenti e si è espansa in più di 60 Paesi. Una realtà di oltre 60 dipendenti, la maggior parte under 30, che può contare su una rete di 35mila fotografi nel mondo. Boom Image Studio vanta ottime credenziali su tutti i fronti: quello dell’innovazione, quello lavorativo, quello d’impresa. Fondata due anni fa da tre giovani italiani, oggi conta su clienti di grande portata come Deliveroo, Eataly, Booking.com e Campari.

Intelligenza artificiale per velocizzare la post-produzione

La tech company risponde alla domanda crescente di immagini di alta qualità per servizi digitali: opera infatti principalmente nei settori del cibo, dell’e-commerce, degli immobili, degli eventi e dei viaggi. “Non cambiare la fotografia commerciale ma il modo in cui le foto vengono create, grazie alle ultime tecnologie”, è il loro spot. Per prima cosa un algoritmo associa la richiesta del committente al fotografo freelance più adatto o più vicino alla location, eliminando per l’azienda il problema di dover individuare e contattare vari professionisti. Ma il segreto del successo – che consente di calcolare in 24ore il tempo medio per la realizzazione e la consegna di un servizio fotografico – è l’impiego dell’intelligenza artificiale per tagliare nettamente i tempi della post-produzione delle immagini. Migliaia di immagini possono così essere elaborate in poche ore. Anche perché – è scritto a grandi lettere sul sito – è calcolato che un fotografo passa solo il 40% della propria giornata a scattare; il resto si disperde tra editing e burocrazia.

Il CEO: Così ci siamo preparati per resistere all'emergenza coronavirus

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La crisi dovuta all’emergenza coronavirus ha colpito pesantemente il mondo di riferimento dell’azienda, che ha dovuto mettersi in pausa e studiare nuove strategie, come ci ha spiegato il co-fondatore e CEO Federico Mattia Dolci in un’intervista via Google Meet: “Abbiamo avuto la fortuna che, essendo una realtà internazionale, abbiamo ricevuto alcuni allarmi già prima del lockdown italiano. Questo ci ha permesso di studiare la situazione fin dal principio. Aggiustare la strategia, mettere sotto controllo i costi, strutturare un team dedicato all’emergenza Covid”, spiega Dolci. Proprio nelle prime settimane Boom ha introdotto il programma At Home per portare i piatti dei ristoranti direttamente a casa dei fotografi e portare avanti gli shooting sul cibo in quel periodo di food delivery intensificato. “Chiaramente è stata una valanga – continua il CEO, 26 anni, “Ci siamo accorti che per il nostro target era un momento di pausa, quasi di sospensione delle attività, ma che avrebbe ripreso in maniera molto più forte a fine isolamento. Quindi abbiamo analizzato molto bene lo scenario macro-economico e oggi, dopo circa due mesi, ci ritroviamo a crescere secondo le previsioni. Una start-up non può permettersi di fermarsi. Perché ha per definizione un ritmo che deve essere sempre veloce, costante, verso altri obiettivi”.

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