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Facebook, nuove prove dell'uso improprio dei dati degli utenti

2' di lettura

Migliaia di pagine contenenti comunicazioni interne all’azienda pubblicate da NBC News mostrano come Facebook abbia sfruttato i dati personali per chiedere favori alle aziende partner, rafforzando così il proprio dominio sui concorrenti 

Nuovi documenti diffusi da NBC News rivelano il modo in cui Facebook ha sfruttato i dati degli utenti per consolidare il proprio dominio sui concorrenti, proponendo queste informazioni ad aziende ‘amiche’ con cui il social aveva stretto delle partnership. In uno degli esempi contenuti nella documentazione pubblicata da NBC, Facebook ha garantito ad Amazon l’accesso ad alcuni dati dei propri utenti chiedendo in cambio al colosso di Jeff Bezos investimenti negli annunci pubblicitari del social network.

Facebook garantiva l’accesso ai dati ai partner: le prove

Le prove pubblicate da NBC News relative all’uso improprio dei dati degli utenti da parte di Facebook comprendono in totale circa 7000 pagine di documenti, 4000 delle quali mostrano comunicazioni interne a Menlo Park avvenute sotto forma di email, web chat, appunti e presentazioni principalmente tra il 2011 e il 2015. Tra i dati maneggiati in maniera illecita ci sono informazioni sulle amicizie, sulle relazioni degli utenti e anche fotografie: secondo NBC Facebook avrebbe utilizzato questi materiali per esercitare la propria influenza sulle aziende partner, ricompensando in certi casi alcune compagnie garantendo ad esse un accesso preferenziale a specifici tipi di dati, negandolo invece ad aziende rivali. Tra queste ultime c’era ad esempio l’app di messaggistica MessageMe, a cui non è stato concesso di accedere alle informazioni sugli utenti in quanto potenziale rivale del social network.

Facebook, i piani per giustificare la violazione dei dati

Secondo i documenti, Facebook avrebbe dovuto giustificare pubblicamente le modifiche relative al modo in cui gli sviluppatori potevano accedere ai dati dichiarando che si trattava di cambiamenti volti a migliorare la privacy degli utenti. In questo modo Menlo Park avrebbe dunque camuffato alcune mosse che avrebbero avuto in realtà il solo scopo di rafforzare la posizione di Facebook all’interno del mercato. La serie di documenti ottenuta e pubblicata da NBC News è relativa a una causa, tuttora in sospeso, intentata dall’azienda Six4Three contro il social network, accusato di aver negato alla compagnia creatrice dell’app Pikinis l’accesso ad alcuni dati. Il software in questione utilizzava specifiche informazioni per permettere agli utenti di trovare facilmente foto dei propri contatti in costume da bagno su Facebook. Secondo Six4Three l’app sarebbe fallita in seguito alla decisione di Menlo Park di escludere l’azienda dall’accesso ai dati.

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