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Maker Faire 2019, presentato l'anello che riproduce il senso del tatto

Maker Faire 2019, tra cibo del futuro, robot e economia bio

2' di lettura

È in grado di riprodurre sensazioni tattili come la ruvidezza, la temperatura e la pressione. Indossandolo, è possibile provare gli stessi input associati al senso del tatto sperimentati da un’altra persona

Nel corso dell’edizione 2019 della Maker Faire Rome, il più grande evento europeo dedicato all’innovazione digitale che si è svolto nella Capitale dal 18 al 20 ottobre, è stato presentato Weart (Wearable robotic technology), un anello in grado di registrare e riprodurre sensazioni tattili come la ruvidezza, la temperatura e la pressione. Indossandolo, è possibile provare gli stessi input associati al senso del tatto sperimentati da un’altra persona. È stato ideato da Domenico Prattichizzo, professore di Robotica presso l’Università degli studi di Siena. Il docente ha presentato il progetto durante la prima Conferenza italiana di robotica e macchine intelligenti.

Le possibili applicazioni della tecnologia

“Siamo abituati a tecnologie che permettono di aumentare il senso della vista o dell’udito, ma il tatto resta il senso più esteso del corpo, e quello che ci permette di entrare in contatto con gli altri”, ha spiegato Prattichizzo a margine della conferenza. Il professore ha aggiunto che grazie a questa tecnologia, applicata a dei braccialetti intelligenti, è possibile, per esempio, guidare da remoto una persona non vedente, senza la necessità di un accompagnatore, o sfiorare a distanza qualcuno a noi caro per sentire se ha la febbre o se le sue pulsazioni sono in aumento. “Si tratta di un modo per digitalizzare il tatto, nell’ambito di una coevoluzione uomo-macchina”, conclude l’esperto.

Weart, l'anello che in grado di riprodurre le sensazioni tattili

I temi centrali dell’edizione 2019: robotica e Intelligenza Artificiale

I temi centrali dell’edizione 2019 della Maker Faire Rome sono stati la Robotica e l’Intelligenza Artificiale. Come spiega Antonio Bicchi, il presidente dell’Istituto di Robotica e Macchine intelligenti (I-Rim), i due ambiti possono collaborare “per assistere persone anziane o con disabilità, aiutare l’uomo nei luoghi di lavoro o a esplorare ambienti pericolosi in situazioni di emergenza, come durante un terremoto”. Uno dei grandi protagonisti della fiera è stato iCub, un robot umanoide con le fattezze di un bambino di 4 anni ricoperto da sensori tattili che lo portano a rispondere in maniera diversa a seconda di come viene toccato.

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