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Stampata in 3D mano robotica che gioca a carta, forbice e sasso

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2' di lettura

Sviluppata da un team di ricercatori dell’Università di Hiroshima, la nuova protesi tecnologica è meno costosa e pesante rispetto ai sistemi realizzati in metallo. Ha un’accuratezza superiore al 95% nell’esecuzione di gesti semplici 

Quando l’innovazione tecnologia e la ricerca cooperano tra loro il risultato può essere sorprendente. È questo il caso della nuova mano robotica stampata in 3D realizzata da un team di ricercatori dell’Università di Hiroshima, in Giappone. Oltre a essere meno costosa e pesante rispetto ai sistemi realizzati in metallo, la nuova tecnologia è talmente abile da permettere a chi la indossa di giocare a carta, forbice e sasso. Le mani robotiche sono state testate con successo su 7 pazienti del Centro di riabilitazione robotica dell'Istituto Hyogo di Kobe.
Agli utenti basta immaginare di muovere le dita; il nuovo sistema si occupa di tutto il resto: trasforma la volontà in realtà.

Come funziona la nuova protesi robotica

La tecnologia, descritta sulla rivista specializzata Science Robotics, funziona grazie a un’interfaccia uomo-macchina computerizzata. La connessione tra ‘la mente’ del paziente e la protesi è permessa grazie a una serie di elettrodi integrati, in grado di misurare, tramite la pelle, i segnali elettrici trasmessi dai nervi. Le informazioni intercettate dall’apparecchiatura passano poi al computer che in 5 millesimi di secondo le interpreta e stabilisce il movimento da compiere. Il ‘decreto’ della macchina viene poi trasmesso ai motori integrati nella mano robotica.
Oltre a questo straordinario e super veloce passaggio delle informazioni, il nuovo sistema, sviluppato sotto la guida di Toshio Tsuji, vanta un ulteriore punto forte: l’abilità della mano robotica è permessa anche da una rete neurale in grado di apprendere e abbinare tra loro tutti i movimenti eseguibili con ogni dita. Grazie alla tecnologia, il computer riesce a ‘comandare’ all’apparecchiatura l’esecuzione di un grande numero di gesti.
“Questa è una delle caratteristiche distintive del progetto. La macchina può imparare semplici movimenti di base e quindi combinarli per produrre movimenti complicati”, spiega Toshio Tsuji, coordinatore dello studio.

Sistema sperimentato su 7 pazienti

L’efficienza delle nuove mani robotiche è stata testata su 7 pazienti del Centro di riabilitazione robotica dell'Istituto Hyogo di Kobe. La tecnologia si è rivelata molto precisa non solo nell’esecuzione di gesti semplici, svolti con un’accuratezza oltre il 95%, ma anche di quelli più articolati (precisione del 93%).
“La mano robotica diventa una parte del corpo che si può controllare come si vuole”, spiega Tsuji. 

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