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Zero Robotics, gli studenti del Righi di Napoli dall’Italia a Boston

Ingegneria robotica (Getty Images)
1' di lettura

Alla fase finale della competizione internazionale di programmazione di robotica aerospaziale, ideata dal MIT e dalla Nasa, parteciperà anche un team di allievi dell’Istituto Tecnico Industriale "Augusto Righi" di Napoli 

Alla fase finale della Zero Robotics, l’High School Tournament ideato dal MIT, il Massachusetts Institute of Technology, grazie alla collaborazione della Nasa, parteciperanno anche degli studenti italiani.
Un team di allievi dell’Istituto Tecnico Industriale "Augusto Righi" di Napoli è partito il 25 gennaio dall’aeroporto di Fiumicino per giocarsi la finale della competizione internazionale di programmazione di robotica aerospaziale. Gli studenti napoletani, lunedì 28 gennaio, dovranno competere con altri 42 atenei provenienti da tutto il mondo.

La finale dell’High School Tournament della Zero Robotics

Il sogno degli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale "Augusto Righi" è diventato virale quando Davide Di Pierro, allievo della scuola, aveva lanciato un appello dalla platea del ‘Sabato delle Idee’, il pensatoio di progetti sviluppato dallo scienziato Marco Salvatore.
In quell’occasione gli studenti avevano chiesto ai maggior esperti in ambito un eventuale finanziamento economico per poter portare a termine la loro missione a Boston. La loro scuola, infatti, non disponeva dei fondi necessari per poter esaudire la loro richiesta.
All’appello degli studenti avevano risposto positivamente varie impese private, alcuni dei più importanti centri di ricerca italiani nel settore della robotica e istituzioni pubbliche.

È italiano il primo robot che imita le piante rampicanti

L’Italia è da anni in prima linea nel settore della robotica. Tra gli ultimi e più importanti progetti della penisola è opportuno citare un automa in grado di simulare il comportamento delle piante rampicanti. Il robot viticcio è stato ideato e sviluppato dai ricercatori del Centro di Micro-Biorobotica di Pontedera dell’Istituto Italiano di Tecnologia ed è un’innovazione tecnologica prima nel suo genere.
Si tratta di un robot in grado di arrotolarsi e srotolarsi sfruttando la presenza di un supporto.
Così facendo l’automa riesce ad adattarsi all’ambiente circostante emulando alcune capacità proprie delle piante, in grado di arrampicarsi lungo sostegni esterni.
Il viticcio robotico potrebbe stravolgere le future ricerche in ambito, aprendo la strada verso la realizzazione di nuovi dispositivi utili per gli esseri umani, quali tutori o braccia flessibili.

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