Alex e Centauro, alleanza tra robot per affrontare le emergenze

Robot (Getty Images)
2' di lettura

Nel 2014 due atenei, nell’ambito del progetto 'Centauro', hanno deciso di cooperare mirando a obiettivi ancor più ambiziosi di quelli raggiunti singolarmente dai robot da loro sviluppati 

Quando due robot si uniscono il risultato può essere sorprendente. È questo il caso di Alex e Centauro, due innovazioni tecnologiche che collaborando tra loro hanno permesso la creazione di un automa capace di coadiuvare l’uomo in ardue imprese.
Centauro, sviluppato dall’Istituto italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, è un quadrupede dotato di braccia, mani e schiena e di una corporatura simile a quella umana.
Alex, invece, creato dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, è un esoscheletro con braccia e pedali grazie ai quali l’uomo che lo comanda è in grado di percepire le sue stesse sensazioni.

Progetto Centauro finanziato dalla Commissione Europea

Nel 2014 i due atenei, nell’ambito del progetto 'Centauro', finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dall'Università di Bonn in Germania, hanno deciso di cooperare mirando a obiettivi ancor più ambiziosi di quelli raggiunti singolarmente dai due robot.
"Progetti così ambiziosi richiedono un lavoro di squadra e noi ci siamo trovati molto bene: c'è stata complementarietà tra i gruppi di lavoro", racconta Antonio Frisoli, del laboratorio di robotica percettiva della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
La sfida più difficile, rivela l’esperto, è stata riuscire nell’impresa di far dialogare tra loro i due automi.

Robot utili sul luogo di un disastro

Recentemente il robot è stato testato presso una facility in Germania. L’interazione tra gli automi ha permesso di comandare Centauro, evitando l’utilizzo dei fili che necessita, invece, quando opera in autonomia. Per farlo hanno utilizzato “la batteria e il sistema di comunicazione wireless con la piattaforma di telecomando Alex”. La cooperazione degli automi ha permesso il compimento di imprese senza eguali in questo ambito. Visualizzando chiaramente l’ambiente esterno con gli occhi del robot, i ricercatori sono riusciti a comandare l'automa facendogli superare terreni accidentati. Centauro, inoltre, ha portato a termine con successo compiti molto più difficili, quali usare trapano e altri strumenti da lavoro per maneggiare una valvola o per aprire una porta e attraversala. Si tratta del primo test di questo genere: “ad oggi esistono dei linguaggi condivisi per l'integrazione di sistemi robotici complessi, ma all'interno del progetto abbiamo voluto definire dei protocolli ad hoc”, spiega Frisoli.

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