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Da un istituto italiano robot soffici per la riabilitazione delle mani

Immagine di archivio (Ansa)
2' di lettura

L’istituto TeCip lavorerà a un progetto per realizzare esoscheletri indossabili che aiutino il recupero delle funzioni degli arti superiori nei pazienti tetraplegici 

Dalla medicina ai trasporti, dalle operazioni di soccorso all’esplorazione dei fondali marini, nel prossimo futuro i robot promettono di rivoluzionare le attività umane in diversi settori, offrendo un aiuto inedito e prezioso. Una delle applicazioni più importanti della robotica è senza dubbio quella che avviene nel campo della riabilitazione, in cui la tecnologia gioca ormai un ruolo fondamentale per aiutare i pazienti nel recupero di funzioni perse. Ecco perché l’istituto TeCip (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezioni), parte della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, punta a ottenere ulteriori passi avanti in questo ambito, realizzando robot soffici e indossabili che aiutino le persone nel riacquisto dei movimenti.

Esoscheletri, robot per la riabilitazione

Si chiamano esoscheletri quei robot che vengono utilizzati durante i percorsi riabilitativi di pazienti che hanno sofferto lesioni spinali, con conseguente perdita di alcuni movimenti. L’obiettivo dell’istituto toscano, specializzato nel recupero delle funzioni delle mani, è quello di realizzare robot non più in metallo rigido ma con materiali soffici, che siano indossabili dal paziente e offrano una sensazione naturale, decisamente più simile a quella di un arto umano. Le componenti duttili e in grado di adattarsi all’ambiente della nuova tecnologia assisterebbero in modo più efficace le persone che soffrono di tetraplegia, rappresentando un grande traguardo nel processo di riabilitazione.

I progetti dell’istituto TeCip

Il progetto è stato denominato ‘Grasp Toscana’, e prevede la sperimentazione di nuove tecnologie nell’arco dei prossimi due anni. L’iniziativa, finanziata dalla Fondazione CR Firenze, sarà coordinata da Antonio Frisoli dell’istituto TeCip, e si avvarrà della collaborazione dell’ospedale universitario di Careggi, dell’Associazione Habilia e dell’Associazione Toscana Paraplegici. Nel dicembre 2017, lo stesso TeCip aveva presentato gli esiti ottenuti con il progetto ‘CLIMB’, esoscheletri volti a consentire il cammino e altri movimenti a pazienti con gambe paralizzate. Partendo proprio da questi progressi, e dai miglioramenti avvenuti negli ultimi anni nel campo della robotica soffice, l’istituto di Pisa cercherà ora di ripetere l’impresa dedicandosi però alla riabilitazione dell’arto superiore. 

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