Coronavirus, Microsoft rivede al ribasso le stime sui ricavi

Tecnologia

In una nota ufficiale, l’azienda ha reso noto che il sistema operativo Windows e i prodotti della linea Surface stanno subendo “un impatto negativo maggiore di quanto previsto in precedenza” 

L’epidemia di coronavirus (TUTTE LE NOTIZIE IN DIRETTA DI SKY TG24) ha portato Microsoft a rivedere al ribasso le stime sui ricavi per il trimestre in corso della divisione More Personal Computing, che comprende il motore di ricerca Bing e i prodotti hardware come i computer Surface e la console Xbox One. L’azienda lo ha comunicato in una nota ufficiale, nella quale spiega anche che Windows e i prodotti della linea Surface stanno subendo “un impatto negativo maggiore di quanto previsto in precedenza”.

Le previsioni di Microsoft

Lo scorso 29 gennaio, Microsoft aveva stimato che i guadagni della divisione More Personal Computing nel primo trimestre del 2020 si sarebbero aggirati tra i 10,75 e gli 11,15 miliardi, con una forbice più ampia del normale per riflettere l’incertezza legata alla situazione sanitaria in Cina. “Anche se assistiamo a una forte domanda di Windows, in linea con le nostre aspettative, la catena di approvvigionamento sta tornando alle normali operazioni a un ritmo più lento di quanto precedentemente previsto”, spiega l’azienda. “A causa di questa situazione non ci aspettiamo di soddisfare le nostre previsioni per il trimestre in corso”.

L’impatto dell’epidemia su Apple

Anche Apple sta risentendo dell’impatto negativo del coronavirus sull’economia globale. Recentemente, la compagnia di Cupertino ha spiegato agli investitori che a causa dell’epidemia non rispetterà le previsioni di ricavi del secondo trimestre, che si attestavano tra i 63 e i 67 miliardi di dollari. Apple ha sottolineato che i suoi impianti in Cina si trovano all’esterno della provincia dell’Hubei, principale focolaio dell’epidemia, e che hanno tutti riaperto, tuttavia la produzione sta risalendo più lentamente del previsto, tanto che ci saranno “carenze nella fornitura di iPhone”. Inoltre, a causa della chiusura totale o parziale dei negozi, la domanda di iPhone sta calando in Cina: una situazione che l’analista Ming-Chi Kuo era riuscito a prevedere già all’inizio di febbraio. 

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