Il cane robot Spot rimandato nei test della polizia del Massachusetts

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I risultati, descritti in alcuni documenti su cui la redazione del sito OneZero è riuscita a mettere le mani, indicano che l’automa a quattro zampe non è ancora pronto per aiutare le forze dell’ordine ad affrontare compiti pericolosi come ispezionare i pacchi sospetti

La polizia di Stato del Massachusetts ha messo alla prova le abilità del cane robot Spot, creato dall’azienda Boston Dynamics, nel corso di un test della durata di 90 giorni. I risultati, descritti in alcuni documenti su cui la redazione del sito OneZero è riuscita a mettere le mani, indicano che l’automa a quattro zampe non è ancora del tutto pronto per aiutare le forze dell’ordine ad affrontare compiti pericolosi come ispezionare i pacchi sospetti ed effettuare dei sopralluoghi di emergenza in seguito a contaminazioni o disastri naturali.

Le lacune di Spot

Nel corso del test, svolto tra agosto e novembre 2019, Spot è stato affiancato agli agenti della squadra artificieri della polizia di Stato del Massachusetts. Dalle 28 pagine di email di cui OneZero è entrata in possesso emerge che in molte occasioni il robot è caduto “senza una ragione apparente”, si è “spaventato” vedendo l’erba alta e si è “seduto” quando gli è stato chiesto di avvicinarsi a una valigia sospetta. Nonostante questi problemi, Spot è comunque riuscito a portare a termine con successo alcune delle missioni che gli sono state assegnate, segno evidente che con qualche miglioria potrebbe effettivamente diventare un valido alleato delle forze dell’ordine. Il test con la polizia di Stato del Massachusetts ha permesso a Boston Dynamics di raccogliere preziose informazioni sulle performance di Spot, che in futuro permetteranno di rendere il robot sempre più efficiente e in grado di aiutare l’uomo in varie situazioni delicate.

Le preoccupazioni dell’American Civil Liberties Union

La scelta della polizia di Stato del Massachusetts di testare sul campo le abilità di Spot era stata accolta con preoccupazione dall’American Civil Liberties Union (Aclu), una delle più note associazioni americane per i diritti civili, che aveva chiesto alle forze dell’ordine dei chiarimenti sull’utilizzo del robot. “Ci sono troppe cose che non sappiamo”, aveva dichiarato un portavoce di Aclu durante un’intervista col sito TechCrunch. “Troppo spesso, l’implementazione di queste tecnologie avviene più rapidamente di quanto reagiscano i nostri sistemi sociali, politici o legali”. 

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