Louis Vuitton, Canvas of the Future: le borse con schermi flessibili

Tecnologia
Louis Vuitton (Instagram)

Si tratta di due prototipi, presentati sulla passerella del Cruise 2020 a New York, che integrano la ‘tela del futuro’, così definita dalla stessa azienda francese specializzata in accessori di moda  

Gli schermi flessibili arrivano anche nel mondo della moda. Dagli smartphone passano sulle borse.
Louis Vuitton ha presentato le borse Canvas of the Future, con display flessibile, facendole sfilare sulla passerella del Cruise 2020, a New York. Si tratta di due prototipi che riprendono i modelli iconici delle borse del noto marchio, dotati dell’integrazione della cosiddetta ‘tela del futuro’, così definita dalla stessa azienda francese, specializzata in accessori di moda.

Le due borse con ‘tela del futuro’

Le Canvas of the Future sono dotate dei display flessibili firmati da Royole, società specializzata nella produzione globale di questa nuova generazione di schermi.
"Fondendo la tecnologia d'avanguardia con il savoir-faire della maison, la nuova tela mostra immagini in movimento mentre mantiene la forma di alcune delle borse più iconiche di Louis Vuitton”, spiega Louis Vuitton.
Uno dei due modelli integra un solo display con risoluzione di 1.920 x 1.440. L’altro, invece, comprende due differenti schermi posti uno di fianco all’altro.
I due prototipi rispecchiano pienamente l’idea alla base del progetto, ovvero quella di “pensare alla borsa come a un’estensione dello smartphone”.

Fashion Flair, la prima collezione di moda firmata dall’Ia

Non è la prima volta che la tecnologia entra nel mondo della moda. Di recente ha sfilato sulla passerella milanese la prima collezione di moda firmata dall’Intelligenza artificiale. Frutto della collaborazione tra Anna Yang, fondatrice del marchio Annakiki e di Huawei, la nuova capsule collection comprende 20 nuovi capi di abbigliamento, realizzati dalla nota stilista, prendendo spunto dagli outfit suggeriti dall’Ia di uno smartphone Huawei P30 Pro, il top di gamma di Huawei.
"Perché non lasciarsi contaminare da ciò che può fare una macchina e incorporare la proposta dell’Intelligenza artificiale all'interno del processo creativo che porta alla definizione di un look?", spiega Yang. "Questa capsule collection è solo un esempio di ciò che sarà possibile realizzare in futuro”.

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