Microsoft, Windows e cloud trascinano Redmond oltre i mille miliardi

Tecnologia

L’azienda ha chiuso un primo trimestre da record, con entrate pari a 30,57 miliardi di dollari, mentre gli utili del servizio cloud Azure sono cresciuti del 19%, portando il titolo a superare la soglia dei 130,50 dollari per azione 

Per la prima volta nella sua storia, Microsoft supera un valore di mercato di mille miliardi di dollari e fa il suo ingresso nel ‘Club del Trilione’, nel quale figurano anche Apple e Amazon, le uniche società tech finora ad aver raggiunto questo traguardo. A far volare il titolo del colosso di Redmond oltre questa fatidica quota è un primo trimestre chiuso sopra ogni aspettativa degli analisti di Wall Street, grazie alle vendite di Windows e alla crescita del servizio cloud Azure.

Valore della società cresciuto del 28%

Le entrate della società fondata da Bill Gates e Paul Allen sono cresciute del 14% nei primi tre mesi del 2019, per un totale di 30,57 miliardi di dollari che ha sorpreso gli analisti, secondo i quali questo dato non avrebbe dovuto andare oltre i 29,8 miliardi di dollari. In particolare, è da sottolineare il notevole balzo in avanti di Azure, il servizio di cloud computing di Microsoft, il cui utile si è attestato sugli 8,8 miliardi di dollari con un incremento del 19%. Il titolo a Wall Street ha fatto segnare un +5%, superando così la soglia dei 130,50 dollari per azione che gli è valso l’ingresso nel club delle società tech più ricche del mondo. Il valore dell’azienda guidata dal Ceo Satya Nadella è cresciuto del 28% dall’inizio del 2019 e addirittura del 48% rispetto all'anno scorso.

Bene anche Amazon

Tra gli altri colossi del settore tecnologico, anche Amazon vola oltre le attese di Wall Street, chiudendo il primo trimestre con utili netti pari a 3,6 miliardi di dollari. Aumentano del 16,9% anche le entrate, attestandosi sui 59,7 miliardi di dollari. Tuttavia, si tratta della crescita più lenta dal 2015: i ricavi dell’azienda di Jeff Bezos relativi al Nord America, infatti, sono cresciuti del 17% contro il 46% dello scorso anno mentre le vendite internazionali sono calate del 7%.
In ogni caso, gli analisti spiegano che si tratta di un periodo d’oro per i giganti del web e dell’hi-tech, favoriti dalla decisione della Federal Reserve, la banca centrale americana, di adottare una politica economica più prudente, che ha portato gli investitori a fidarsi dei titoli delle aziende del settore.

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