Huawei, pronto un nuovo sistema operativo in caso di rottura con Usa

Tecnologia

In un'intervista, Richard Yu, Ceo del gruppo, ha dichiarato che l'azienda è pronta ad abbandonare Android nel caso in cui i rapporti con gli Usa diventassero insanabili. Nel frattempo, l'azienda ha inaugurato la nuova sede di Milano

La crisi tra Huawei e gli Stati Uniti si fa sempre più acuta e la società cinese ha già pronto un piano B in caso di rottura totale con Washington, un piano che prevede lo sviluppo di un nuovo sistema operativo. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo, Richard Yu, in un’intervista al sito Die Welt: "Preferiamo lavorare con gli ecosistemi di Google e Microsoft - ha spiegato il Ceo -, ma se mai dovesse accadere di non poterli più usare, abbiamo preparato un nostro sistema operativo”.
Intanto, Huawei ha inaugurato gli uffici della nuova sede di Milano, situata all’interno del Lorenteggio Village.

Pronta ad abbandonare Android

Per tutti i suoi dispositivi, Huawei utilizza Android, il sistema operativo di Google, scelta condivisa con altre società asiatiche, su tutte la sudcoreana Samsung. Tuttavia, il colosso di Shenzhen è pronto ad adottare un proprio software nel caso in cui i rapporti con gli Stati Uniti si incrinassero definitivamente. Pochi giorni fa, Huawei ha fatto causa al governo statunitense per la legge che vieta alle agenzie federali di acquistare le sue apparecchiature per l’implementazione del 5G, accusate di favorire lo spionaggio da parte di Pechino, un tema su cui è intervenuto anche Yu lungo la sua intervista: “Le accuse sono lanciate principalmente dagli Stati Uniti senza una ragione tecnica, in quanto l'azienda non ha porte di servizio che possono compromettere la sicurezza delle reti". Il Ceo ha inoltre ribadito che "l'azienda ha standard di sicurezza molto elevati". 

Mate X tra qualche anno in fascia media

Nonostante la sfida con gli Stati Uniti, Huawei guarda avanti e lo fa con i suoi nuovi dispositivi tecnologici, come il Mate X, il primo smartphone pieghevole: “All'inizio - spiega Yu - lo smartphone sarà venduto principalmente come prodotto premium, ma in seguito entrerà anche nel segmento dei prezzi medi. Nel corso del tempo, saremo in grado di spingerlo al di sotto di 1000 euro, ma per questo abbiamo bisogno di uno o due anni. Ovviamente - conclude - dipende anche da quanto il dispositivo è apprezzato dal mercato. Possiamo accelerare la produzione di massa in qualsiasi momento”.

Nuova sede a Milano

Huawei apre una nuova sede a Milano, al Lorenteggio Village, dove l’azienda ha inaugurato i nuovi uffici alla presenza del vicepresidente di Huawei Europa, Abraham Liu, del Ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, e del sindaco Giuseppe Sala. Nel nuovo centro si trova l'Innovation, Experience and Competence Center, uno spazio in cui il protagonista è il 5G e dove si potranno osservare da vicino i frutti della ricerca di Huawei sul fronte della connessione di quinta generazione, tra cui l'antenna intelligente dotata di tecnologia Massive MIMO utilizzata nei trial 5G di Milano, Bari e Matera. "Negli ultimi 18 anni, - ha commentato Liu - Huawei e l'Europa sono cresciuti insieme. Nell'ultimo decennio Huawei ha fornito prodotti e servizi nel vecchio continente per circa 40 miliardi di dollari, creando posti di lavoro per decine di migliaia di persone. Inoltre - conclude - in Europa sono stati creati 23 istituti di ricerca e sviluppo".

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