Iperconnessi? L’attaccamento allo smartphone dipende dall’evoluzione

Tecnologia
Smartphone (Getty Images)

L’uomo è un essere sociale geneticamente programmato per sopravvivere aggregandosi con la comunità e il telefonino rappresenta la tecnologia che più si presta per soddisfare il bisogno di connessione degli esseri umani

In un mondo dove la tecnologia fa sempre più parte della quotidianità, l’innovazione di cui ormai quasi la maggior parte della popolazione non può più fare a meno è lo smartphone. La spiegazione di questo attaccamento morboso ai telefonini di ultima generazione arriva proprio dalla scienza e in particolare dallo studio di un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona e della Wayne State University, pubblicato sulla rivista Perspectives on Psychological Science.
La ragione della superconnessione dell’essere umano sarebbe da imputare all’evoluzione. Lo smartphone, secondo gli esperti, non è altro che un ‘prolungamento’ del corpo dell’uomo, un device tecnologico utilizzato per connettersi con il resto della popolazione. L’uomo, infatti, è un essere sociale geneticamente programmato per sopravvivere aggregandosi con altri e interagendo con il resto della comunità.

Lo smartphone e l’evoluzione

L’innovazione tecnologia e il sempre più forte bisogno di essere connessi con il resto del mondo farebbero dunque parte della storia evolutiva dell’essere umano.
Se in passato all’uomo per sopravvivere bastava circondarsi di una piccola rete di famigliari e amici stretti, oggi si ha la necessità di connettersi con un numero maggiore di persone, stringendo molte più relazioni che differiscono da quelle dei nostri antenati anche per la tipologia del rapporto.
Lo smartphone senza ombra di dubbio rappresenta la tecnologia che più si presta per soddisfare il bisogno di connessione degli esseri umani.
"Gli smartphone creano nuovi contesti per divulgare informazioni su chi siamo e per essere reattivi agli altri", spiega David Sbarra, principale autore della ricerca.

Giovani superconnessi ma scollegati dal mondo reale

Se da un lato il sempre più forte bisogno di essere connessi fa parte della storia evolutiva dell’uomo, dall’altro è fondamentale sottolineare come l’abuso della tecnologia possa essere a volte dannoso.
È questo il caso dei giovani che sembrano essere ormai completamente proiettati all’interno di una realtà virtuale ma sconnessi dal prossimo. Secondo lo psicoterapeuta Domenico Barrilà le nuove generazioni sembrano non comprendere il tradizionale significato delle relazioni sociali.
"Il problema parte dagli adulti, gli stessi che pur lamentando l'uso eccessivo di smartphone e web dei propri figli, mostrano di non avere controllo sul loro rapporto con i dispositivi digitali", spiega l’esperto.

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