Solo il 2% degli italiani blocca i cookies sui siti di informazione

Tecnologia
Immagine di archivio (Ansa)
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La maggior parte degli utenti presta il proprio consenso all’utilizzo dei dati personali. In media, solo il 5% dei cittadini europei rifiuta la profilazione 

I cookies sono dei file di testo di piccole dimensioni che possono essere utilizzati per memorizzare le informazioni inserite dagli utenti sui vari siti Internet, tra cui il nome, l’indirizzo e la password. Possono inoltre ricordare le ricerche svolte durante le sessioni di navigazione. Il regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr), operativo dal 25 maggio 2018, prevede che i siti offrano agli utenti la possibilità di accettare o meno i cookies e che mettano a loro disposizione tutte le informazioni necessarie per effettuare una scelta consapevole. Sui siti di informazione, per esempio, accettare i cookies equivale spesso a visualizzare delle inserzioni pubblicitarie basate sui gusti personali dell’utente.

Pochi europei rifiutano i cookies

Da un recente report stilato da Teads, The Global Media Platform, è emerso che solo il 2% degli italiani rifiuta i cookies quando visita un sito di informazione. In media, solo il 5% dei cittadini europei rifiuta la raccolta dei dati personali e la ricezione di pubblicità maggiormente personalizzate. La percentuale varia leggermente in ogni Paese: nel Regno Unito è di poco più alta (7%), mentre è più bassa in Francia (4%), Olanda (3%), Spagna e Italia (2%).

La piattaforma per la gestione del consenso dei dati personali (Cmp)

Dal report di Teads emerge anche che il 63% del traffico degli editori europei passa attraverso una piattaforma di gestione del consenso sui dati personali (Cmp). Quest’ultima viene utilizzata maggiormente in Spagna, dove si registra un tasso di attuazione dell’82,83%. L’Olanda si posizione al secondo posto (82,82%), seguita con un certo distacco da Francia (71,08%) e Gran Bretagna (67,93%). In Italia il tasso di attuazione è meno elevato (60,28%). Pierre Chappaz, il fondatore di Teads, ha dichiarato che The Global Media Platform è al lavoro per incentivare gli editori europei a utilizzare la piattaforma per la gestione dei consensi sui dati personali, allineandosi così alle nuove leggi sulla privacy.

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