Apple, 600 milioni a Dialog per la produzione autonoma di chip

Immagine di archivio (Getty Images)
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Cupertino pagherà la cifra in due tranche per ottenere le competenze necessarie a produrre internamente i processori per la gestione dell’alimentazione, oltre a brevetti e uffici 

Circa 600 milioni di dollari, un investimento ingente con l’obiettivo di fare di Apple un colosso anche nello sviluppo dei chip di alimentazione. L’ultima mossa di Cupertino rivela infatti la volontà dell’azienda di diventare sempre più autonoma nella produzione di iPhone, iPad e tutti gli altri dispositivi. Ecco perché la casa californiana pagherà la somma a Dialog, la compagnia che fino a poco tempo fa forniva tutti i processori che si occupano della gestione dell’alimentazione nei device di Apple. Grazie all’accordo raggiunto, infatti, un team di 300 ingegneri sarà trasferito direttamente presso l’azienda di Cupertino, che si avvarrà delle competenze per lo sviluppo di nuove tecnologie.

L’importanza dei chip di alimentazione

Puntualmente, il lancio da parte delle aziende tecnologiche degli ultimi smartphone è accompagnato da una domanda degli utenti: quanto potrà durare la batteria del dispositivo? Non fa eccezione Apple, che negli ultimi anni per garantire elevate prestazioni in termini di autonomia e tempi di ricarica si era affidata a Dialog, azienda britannica specializzata della realizzazione di chip di alimentazione. La compagnia aveva però cominciato a vacillare economicamente di recente, quando Cupertino, come parte di una strategia più ampia, aveva deciso di iniziare a produrre gli stessi processori internamente.

Vantaggi reciproci

Il rapporto di lunga data tra le due compagnie, che dura ormai da circa un decennio, ha però fatto sì che le parti riuscissero a trovare un’intesa che presentasse vantaggi reciproci. Ecco perché Apple è stata disposta a pagare l'importante cifra di 600 milioni di dollari, che saranno corrisposti in due tranche. Cupertino verserà 300 milioni subito, ottenendo i brevetti del nuovo partner, gli uffici in Italia, Germania e Regno Unito, oltre a una squadra di 300 ingegneri di Dialog che passeranno a lavorare internamente all’azienda statunitense. La seconda parte della somma sarà invece pagata nei prossimi tre anni, durante i quali Dialog si impegna a continuare a fornire chip, in attesa che Apple sviluppi definitivamente le proprie tecnologie.

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