Emoji, il cervello ‘sussulta’ quando le vede

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I ricercatori hanno studiato le onde cerebrali delle persone durante la lettura di frasi affiancate dalle faccine scoprendo che il cervello, quando le incontra, è costretto a rielaborare il senso dell’affermazione 

Il cervello ‘sussulta’ quando vede una emoji ironica dopo una frase. Il sarcasmo espresso dalle faccine provoca un segnale che spinge l'organo principale del sistema nervoso a rielaborare il senso di ciò che si è appena letto. È lo stesso meccanismo utilizzato per capire l’ironia. Emerge da uno studio sulle onde dell’attività cerebrale svolto dai ricercatori dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign e pubblicato sulla rivista scientifica Plos One.

Studiate le onde cerebrali

L'emoji con l’occhiolino usata alla fine di una frase sui social network non è solo un’immagine divertente correlata al proprio pensiero, ma può trasmettere un significato linguistico che modifica l'interpretazione della proposizione. I ricercatori hanno studiato le onde cerebrali delle persone che leggevano affermazioni affiancate dalle emoji. A volte queste ultime corrispondevano al significato letterale della frase, ma in altri casi erano da interpretare come ironiche. È emerso che il cervello dei partecipanti esamina le faccine nello stesso modo in cui viene elaborato il linguaggio ironico. Osservando i pattern delle onde cerebrali associati all'elaborazione del linguaggio, particolare attenzione è stata data alla risposta cerebrale P600, una sorta di "segnale di errore" che si verifica quando una persona incontra qualcosa di linguisticamente inaspettato. Il segnale indica che il cervello sta rielaborando il contenuto della frase. Questo segnale era tradizionalmente associato a errori grammaticali, ma studi precedenti hanno dimostrato che anche l'ironia verbale innesca questo tipo di onda cerebrale.

È lo stesso meccanismo del sarcasmo verbale

Durante i tre esperimenti i 106 partecipanti hanno letto frasi seguite da una emoji, mentre le loro onde cerebrali venivano registrate. I partecipanti hanno poi risposto a domande su come avevano interpretato il significato delle frasi. Confrontando i questionari con le risposte cerebrali registrate dalle onde, gli studiosi hanno scoperto le similitudini con i precedenti studi sul linguaggio verbale. “Le emoji sono praticamente ovunque e le persone le usano molto nei messaggi di testo e online”, spiega l’autore dello studio Benjamin Weissman. "Nonostante ciò nessun linguista o psicologo le ha analizzate con metodi sperimentali come lo studio delle onde cerebrali. Le lingue parlate riescono a migliorare o cambiare il significato delle parole attraverso l'intonazione o i gesti, mentre il linguaggio scritto rimuove in larga parte le modalità extra testuali. Le emoji sono un modo per colmare questa lacuna”. 

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