I possibili impieghi dei microchip nel campo della medicina

Tecnologia
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L’azienda Three Square Market sta lavorando per la progettazione di un innovativo circuito con localizzazione GPS, attivazione vocale e alimentato dal calore umano 

L’azienda Three Square Market sta lavorando per la progettazione di un nuovo microchip con localizzazione GPS, attivazione vocale e alimentato dal calore umano. Si tratta di uno sviluppo che implementa il modello del 2017, inserito all’interno dei dipendenti della medesima azienda. Il microchip, posizionato sottopelle, ha la funzione di sostituire il badge. Grazie a esso i lavoratori possono muoversi all’interno dell’edificio e pagare bibite e snack al distributore con un semplice movimento del braccio.
L’amministratore delegato, Todd Westby, ha evidenziato come 92 dei 196 dipendenti abbiano prontamente accettato l’impianto del chip, e che solo uno di essi ne abbia invece successivamente richiesto la rimozione.

I progetti dell'azienda

L’obiettivo di Patrick McMullan, presidente della società statunitense, è quello di portare il circuito al di fuori delle mura della compagnia e di fare in modo che questo sia impiegato nel campo della medicina. Il suo sistema di localizzazione GPS, infatti, potrebbe essere utile nel rintracciare i pazienti con diagnosi che ne compromettono la sanità mentale, quali l’Alzheimer o la demenza.
Il chip, inoltre, si può facilmente attivare tramite un semplice comando vocale e si ricarica con il calore umano. “Non è solo GPS ad attivazione vocale, ci sono diverse istituzioni sanitarie che vogliono integrare questa nuova tecnologia”, ha spiegato McMullan.

Impiego medico

I medici favorevoli all’impianto del chip nei pazienti sottolineano, infatti, come questi dispositivi possano essere di grande utilità anche per la capacità di conservare l’intera cartella clinica di ogni individuo. I registri inseriti nel circuito potrebbero agevolare, in futuro, il lavoro del personale medico, e in particolare dei dottori operanti al pronto soccorso. Il loro impiego può favorire un intervento immediato e limitare notevolmente il tempo impiegato dagli specialisti nel decidere che esami effettuare o a quale cura sottoporre il paziente.
Non mancano, però, i pareri discordanti. I critici, infatti, affermo che questa tecnologia potrebbe nuocere alla privacy degli individui, che verrebbero localizzati costantemente, anche quando non sia strettamente necessario.
Noelle Chesley, professore associato di sociologia presso l'Università del Wisconsin-Milwaukee, si è detto convinto che ci vorrà ancora qualche decennio prima che l’impianto di microchip negli esseri umani diventi una pratica comune e socialmente accettata.

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