Elon Musk accusa: "Un dipendente ha sabotato Tesla"

Il Ceo di Tesla, Elon Musk (Getty Images)
3' di lettura

Il Ceo della società ha scritto ai lavoratori dopo un piccolo incendio, verificatosi nella serata di domenica. Il lavoratore, tra le altre cose, avrebbe fatto trapelare all'esterno dati sensibili

Un "piccolo incendio" e un presunto sabotaggio. Nella storia di Tesla c'è anche un po' di giallo: domenica la produzione si è fermata per alcune ore a causa delle fiamme, immediatamente domate. La spiegazione, però, ha attirato l'attenzione più del fuoco: poche ore dopo, in una lettera inviata ai dipendenti, il Ceo Elon Musk ha affermato di aver individuato un sabotatore interno.

Il sabotaggio

Si tratterebbe di un dipendente di Tesla, che avrebbe causato danni "piuttosto estesi". Tra le altre cose, scrive Musk nei brani della mail riportati da Business Insider e Cnbc, il sabotatore avrebbe modificato il codice del sistema operativo che gestisce la produzione e inviato "dati sensibili" della compagnia a parti terze. A spingere il lavoratore sarebbe stata la frustrazione per una promozione attesa ma mai arrivata. Non è ancora chiaro se abbia agito agito da solo.

L'accusa ai concorrenti

Insomma, Musk non scende in particolari, ma lascia intendere che dietro il sabotaggio e le azioni di un dipendente potrebbero esserci società che gioirebbero se Tesla fallisse. Cioè, in sostanza, chi scommette su un ribasso del titolo in borsa, le compagnie petrolifere o le case automobilistiche tradizionali: "Non voglio farvi uscire di testa – scrive Musk ai dipendenti – ma si dice che queste società non siano sempre super gentili. Se sono disposti a imbrogliare sulle emissioni, magari potrebbero essere disposti a farlo in altri modi". Un riferimento, non troppo velato, al Dieselgate. Musk, nonostante il piccolo incendio non abbia causato feriti né danni rilevanti alla catena produttiva, ha quindi invitato i dipendenti ad aprire gli occhi, facendo attenzione "a tutto ciò che non è interesse della compagnia".

Musk il paranoico

Musk non è nuovo alla versione del sabotaggio, soprattutto nei momenti di massima tensione come quello attuale. Tesla è infatti in una fase cruciale: per evitare reazioni negative di mercati e azionisti, entro la fine di giugno dovrà raggiungere il traguardo delle cinquemila Model 3 prodotte a settimana. Traguardo, al momento, non scontato. Nel 2016, quando un razzo di Space X (l'altra grande società di Musk) esplose ancor prima del decollo, il Ceo parlò di possibile sabotaggio. Che sia strategia o convinzione, forse lo sa solo Musk. Che, però, almeno riconosce apertamente di essere paranoico. Nella lettera ai dipendenti ha infatti citato una celebre frase dell'ex Ceo di Intel, Andy Grove: "Solo i paranoici sopravvivono".  

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