Berners-Lee, fondatore del web: "Troppo potere in mano a Google e Fb"

L'inventore del web, Tim Berners Lee (Getty Images)
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Il coinventore del web (insieme a Robert Cailliau) scrive una lettera al Guardian per i 29 anni della sua creatura evidenziando i pericoli della concentrazione di potere nelle mani di giganti online come Google e Facebook

Tim Berners-Lee, informatico britannico e co-inventore insieme a Robert Cailliau del World Wide Web, scrive una lettera al Guardian in cui mette in guardia sui pericoli della rete nel ventinovesimo anniversario della nascita della sua "creatura". Il web, scrive Berners-Lee, si può trasformare in "un'arma" e per questo occorre "un intervento giuridico e normativo" che impedisca a giganti come Google e Facebook di acquisire eccessivo potere.

Poche piattaforme dominanti

Secondo Berners-Lee, oggi professore del Massachusetts Institute of Technology (Mit), "il web di qualche anno fa non è quello che i nuovi utenti trovano oggi" poiché all'inizio c'era "ricca selezione di blog e siti", ora invece è "compresso sotto il grande peso di poche piattaforme dominanti". Una concentrazione che a suo avviso permette a un ristretto numero di compagnie "di controllare quali idee e opinioni vengono viste e condivise" e di "trasformare il web in un'arma". Una questione che i giganti di internet stanno cercando di affrontare ma che, secondo Berners-Lee, non può essere risolta da aziende che "cercano di massimizzare i loro profitti". Motivo per il quale sarebbero necessari "un intervento normativo e giuridico" e un radicale cambio di prospettiva che sia in grado di abbattere "due miti che limitano la nostra immaginazione collettiva: il mito che la pubblicità sia l'unico modello economico possibile per le compagnie online e quello che sia troppo tardi per cambiare il modo in cui le piattaforme operano. Dobbiamo essere più creativi".

Metà popolazione mondiale online, "un'occasione"

Per Berners-Lee a quasi 30 anni dalla nascita del web è giunto il momento di una riflessione sul funzionamento della rete. Anche perché, scrive, il 2018 "è un anno importante: per la prima volta più della metà della popolazione mondiale è connessa". Un'opportunità che dovrebbe essere sfruttata al meglio e che invece rischia di essere sprecata. Secondo Tim Berners-Lee uno degli effetti collaterali di questa concentrazione di potere è che "le piattaforme dominanti", avendo mezzi per acquisire startup e i migliori talenti, creino "barriere per i concorrenti" nel campo dell'innovazione e dell'evoluzione delle tecnologie. Un fenomeno che di questo passo renderà "i prossimi 20 anni molto meno innovativi degli ultimi 20".

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