Stop a neutralità della Rete, il via della Commissione federale Usa

Tecnologia
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È attesa, entro giovedì 22 febbraio, la pubblicazione dell'ordine che abolisce le regole sulla neutralità del web, che garantivano un Internet aperto e uguale per tutti, impedendo l'acquisto di corsie preferenziali per un servizio più veloce da parte dei fornitori

Entro giovedì 22 febbraio la Commissione federale per le comunicazioni (Fcc) dovrebbe pubblicare la norma sullo smantellamento della "neutralità della rete", formalizzando la decisione presa lo scorso dicembre con tre voti a favore e due contrari. Lo affermano fonti citate da Reuters e The Hill. Dopo questo step, il Congresso statunitense avrà 60 giorni di tempo per votare una legge in grado di sovvertire tale decisione, contestata in particolare dai democratici. Le regole che stabilivano la "web neutrality", infatti, erano state approvate dall'amministrazione Obama.

Cos'è la neutralità del web

Finora l'accesso a Internet aveva goduto di un principio d'uguaglianza secondo il quale ai fornitori di banda era proibito creare "corsie preferenziali" a pagamento per contenuti a maggior velocità. Il superamento di queste regole ha suscitato proteste da parte di milioni di americani, i quali ritengono così minacciata la libertà di Internet. Assieme alle proteste "dal basso" si sono unite le voci di alcuni colossi del web come Google, Facebook e Microsoft. I provider, d'altro canto, potrebbero sfruttare in modo proficuo la possibilità di erogare determinati servizi solo dopo il pagamento di un sovrapprezzo. Fra i membri della Fcc che si sono opposti alla decisione c'è stata anche Mignon Clyburn, la quale aveva sostenuto che l'addio alla web neutrality avrebbe dato "le chiavi di Internet - una delle invenzioni più straordinarie, autorevoli e che dà potere nella nostra esistenza - a una manciata di aziende multimiliardarie".

Cosa succede adesso

Una volta che la decisione sarà formalizzata, il Congresso avrà 60 giorni per varare una legge che, contrariamente a quanto deciso dalla Fcc, possa ripristinare la neutralità della rete. Anche se ciò dovesse accadere, in un'assemblea che resta comunque a maggioranza repubblicana, il presidente Donald Trump avrebbe il diritto di veto sulla legge.

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