StarTac compie 22 anni, tra i primi telefonini davvero portatili

Tecnologia
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Il 3 gennaio 1996 Motorola lancia il primo dispositivo "a conchiglia". È una piccola rivoluzione, a metà tra i "mattoni" di inizio decennio e il dominio di Nokia degli anni successivi

Piccolo, maneggevole, leggero: nel 1996 lo StarTac di Motorola è un balzo tecnologico. Il suo battesimo ufficiale avviene il 3 gennaio, quando va in scena la sua presentazione negli Stati Uniti. A guardarli oggi, tutti i dispositivi degli anni '90 paiono a dir poco datati. Lo StarTac non fa eccezione: le funzioni sono poche ed essenziali, ma la sua capacità di essere il primo telefono (davvero) portatile lo ha reso iconico: non stava più in una 24 ore, bastava una tasca.

Il primo telefono davvero portatile

Lo StartTac è largo 5,5 centimetri, lungo 9,4 e spesso 1,9. Ma soprattutto pesa appena 88 grammi. Una piuma confrontato ai "mattoni" in circolazione fino a pochi mesi prima. Il comunicato stampa di Motorola del 1996 utilizza un termine particolare: lo StartTac viene definito "wearable", "indossabile". Oggi la stessa parola ha un significato diverso, etichetta tecnologie più agili e minute, ma il suo uso indica quanto il dispositivo sembrasse davvero semplice da portare sempre con sé. Le misure ridotte sono il risultato di un ingegnoso sistema di chiusura "a conchiglia". Per utilizzare il tastierino e il piccoli display occorre aprire il telefono, composto da due metà praticamente simmetriche (come il guscio di una conchiglia, appunto). Con lo StartTac si può telefonare e fare poco altro. Ha una rubrica che contiene fino a 2800 nomi ed è tra i primi a introdurre la vibrazione. Il prezzo non era certo per tutti: 1000 dollari. Cifra che rapportata al potere di acquisto dell'epoca, lo rendeva ben più costoso dell'odierno iPhone X. Tutte le novità introdotte il 3 gennaio 1996 fanno di questo telefonino Motorola uno dei più influenti di sempre. Non a caso, in una classifica stilata nel 2005 da PcWorld, lo StartTac è il primo telefono e al sesto posto assoluto tra i 50 dispositivi tecnologici più importanti dei precedenti 50 anni.

La generazione dei "mattoni"

Gli anni '90 sono un periodo in cui i cellulari smettono di essere oggetti d'elite e arrivano nella mani di milioni di persone. Non si parla ancora di smartphone, ma l'evoluzione è evidente. Lo StarTac ne è forse il simbolo, ma quali sono gli altri dispositivi che meglio rappresentano questo percorso? All'inizio del decennio, sempre Motorola si impose con l'International 3200. Ingombrante, non certo maneggevole e impossibile da tenere in tasca. Eppure, nonostante un costo iniziale elevato, ebbe un discreto successo. Ha la forma rettangolare di un mattone (non a caso questa tipologia viene detta "brick" in inglese) e tutti i tasti sulla parte frontale. Nello stesso anno dell'International 3200, il 1992, Ibm lancia Simon, da molti indicato come il primo smartphone. Le dimensioni sono simili a quelle del Motorola (quindi non certo pratiche), ma è il primo tentativo di incrociare un palmare con un telefono, senza tastierino fisico ma con un display touch. Un progetto persino troppo avanzato per l'epoca, tanto che avrà scarso successo commerciale.

Dopo lo StarTac il regno di Nokia

Nella seconda metà degli anni '90 il mercato accelera. E i telefonini si evolvono raggiungendo dimensioni più contenute. Le funzioni odierne sono ancora lontane anni luce, ma i prezzi calano (non poco) e si impone lo stile Nokia, che diventa in breve tempo dominante. Ci sono tentativi di design differente, come il 9000 Communicator, che si apre in due per lasciare spazio a una piccola tastiera in stile pc. Ma ad avere successo sono i modelli più semplici e popolari: 5110, 8210 e 3210 hanno la stessa impronta. Tastiera a 12 tasti, cui se ne aggiungono altri per 4 o 6 per accendere il telefono, gestire le chiamate e i messaggi. Il regno di Nokia proseguirà fino ai primi anni 2000. Poi arrivano gli smartphone e i touchscreen, e cambierà tutto.

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