Moto elettriche: tra prospettive e incognite, la strada è ancora lunga

Tecnologia
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Dimensioni delle batterie, prestazioni e costi pongono le due ruote in ritardo rispetto alle quattro. Qualcosa però si muove, anche se la spinta arriva ancora da piccoli produttori. Ma le grandi case arriveranno. È solo questione di tempo

Gli scooter a energia rinnovabile iniziano a diffondersi (anche grazie ai servizi di sharing presenti in alcune città). La vera scommessa, però, sarà quella delle moto. Sottotraccia rispetto al percorso delle auto, anche le elettriche a due ruote iniziano a farsi strada.

 

Le difficoltà delle due ruote

Fino a ora le moto hanno avuto un'evoluzione meno rapida, soprattutto per ragioni tecnologiche: le batterie elettriche richiedevano, fino a non molto tempo fa, dimensioni abbondanti che si addicevano più agli abitacoli che ai centauri. C'è poi una questione di investimenti che le case automobilistiche sono più attrezzate ad affrontare. Di costi, che su una moto impattano notevolmente. E di affezione degli appassionati a prestazioni e rombo che con l'elettrico si affievoliscono. Negli ultimi anni però, lo sviluppo ha consentito di migliorare l'autonomia, di portare l'accelerazione a livelli di eccellenza e a ridurre le dimensioni della batteria. Con i maggiori volumi, c'è da aspettarsi anche un calo dei prezzi.

 

Piccole marche, grandi prestazioni

Com'è stato per le auto elettriche, l'accelerazione del mercato è arrivata quando le case tradizionali, preoccupate dalla concorrenza delle emergenti, hanno iniziato a spingere con forza sull'energia pulita. Per ora, i produttori di moto elettriche hanno numeri ancora contenuti e nomi poco noti al grande pubblico: si chiamano Zero, Lightning, Alta, Victory o Energica (con sede a Modena, nella Motor Valley italiana). E i grandi produttori? Piaggio punta a un mercato molto diverso dalle moto ad alte prestazioni, ma ha inviato un segnale: un marchio-icona come Vespa ha deciso di puntare (anche) sull'elettrico.

Una Ducati elettrica nel 2030?

Le marche che corrono sui circuiti di Motomondiale e Superbike arriveranno. Anche se, in parallelo allo sviluppo tecnologico e alla promozione commerciale, bisognerà convincere i centauri ad abbandonare le mani sporche di grasso e il classico suono del motore. Honda, ad esempio, ha presentato durante il Tokyo Motor Show di ottobre una moto elettrica, dotata di guida assistita per garantire più sicurezza e un migliore bilanciamento. Ma si tratta di una “concept bike”, che quindi non è pensata per la commercializzazione. Stesso discorso per la Yamaha PES2, un'elettrica presentata nel 2015 e completata da un casco che utilizza tecnologie di realtà aumentata. I tempi saranno lunghi, come conferma anche il caso Ducati, la casa che si è giocata con i giapponesi l'ultimo mondiale di Moto GP. Vokswagen, il gruppo che controlla il marchio italiano, ha affermato che ogni veicolo che fa capo alla società avrà una versione elettricha entro il 2030. Ma sembra che proprio Borgo Panigale sarà tra gli ultimi a raggiungere l'obiettivo.

Un motomondiale elettrico

Intanto però, anche nel mondo delle corse qualcosa si muove. La Dorna, la società che organizza il motomondiale, prevede di introdurre nel 2019 la FIM Moto-e World Cup. Cioè un campionato globale di sole moto elettriche. L'uomo che dovrà guidare il progetto verso l'esordio è Nicolas Goubert, storico direttore tecnico di Michelin. L'ex pilota Loris Capirossi sta già facendo da collaudatore.

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