Usa 2016, presidenziali a colpi di app e videogame

Tecnologia

Floriana Ferrando

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C’è quella per accaparrarsi il maggior numero di elettori e quella che manda ko l’avversario. E spuntano anche quelle ispirate a Pokemon GO. Ecco come Hillary Clinton e Donald Trump si sfidano, anche fra gamification e applicazioni

In vista delle prossime elezioni presidenziali americane i candidati sparano le ultime cartucce per accaparrarsi voti, soprattutto nei cosiddetti “swing state”, gli stati dove le preferenze sono ancora in bilico. Per farlo si affidano anche agli strumenti digitali, dai videogiochi alle app per smartphone.

Swing Voter Go, votate per Hillary! – A realizzare Swing Voter Go è stata l’organizzazione MoveOn.org con la game designer Jane McGonigal. Lo scopo? Portare più elettori possibili alle urne, attuando un’attività di propaganda che sfrutta le amicizie comuni. Il gameplay, che nell’aspetto e nel linguaggio ricorda Pokemon Go, si apre con una mappa che evidenzia gli stati in bilico: selezionandone uno si possono conoscere tutti gli amici di Facebook che vivono lì e scegliere chi di loro provare a convincere a votare per i democratici, aiutandolo a registrarsi per il voto. "La mission del gioco è quello di far tentennare il pensiero di qualcuno", dice McGonigal. Quando si riesce a cambiare l’idea di un elettore a favore di Hillary Clinton il punteggio dell’utente sale. Ma come affrontare i potenziali elettorali? È l’app a suggerirlo fornendo una serie di spunti e tecniche rivelatesi efficaci durante questa campagna elettorale: "Abbiamo un archivio di tutte le tecniche che si possono provare – dice McGonigal - Ogni volta che se ne tenta una chiediamo di riferire se ha funzionato”.


Game-app per la Clinton – Per mantenere viva l’attenzione sulle presidenziali il team della Clinton punta anche su un gioco di simulazione in stile Farmville. L’app ufficiale Hillary 2016, disponibile per dispositivi iOS e Android e già scaricata da oltre 100 mila utenti, catapulta l’utente nel bel mezzo della campagna elettorale democratica, a capo di uno degli uffici regionali. Rispondendo a una serie di quiz, leggendo il programma del partito e prendendo parte agli eventi si guadagnano soldi virtuali da convertire in oggetti da usare nel gameplay o in beni concreti, come l’autografo della candidata. Il tutto da diffondere sui social network.


App anti-Hillary – Anche l’app America First lanciata dal team di Trump punta sulla gamification: attraverso donazioni al partito, seguendo i dibattitti, dando il proprio sostegno al candidato online l’utente guadagna punti aumentando il livello di gioco (da Apprentice a BigLeague, i livelli sono otto). Inoltre gli elettori possono sfidarsi sui social network confrontando il numero di tweet a tema, le condivisioni su Facebook e molto altro. Tuttavia i supporters del candidato repubblicano puntano più che altro a denigrare l’avversario. Come ha fatto il tredicenne Walker Haber, figlio dell’ex candidata repubblicana al Senato Annette Bosworth, che ha realizzato Never Hillary Clinton. L’app, che prende in giro la Clinton riproponendo le sue citazioni più improbabili, si ispira al celebre arcade Wack-a-mole, ma in questo caso - anziché le dispettose talpe - bisogna toccare il volto della Clinton ogni volta che fa capolino sullo schermo per aumentare il proprio punteggio. Per non parlare dello sparatutto anti-Hillary ispirato al tradizionale Asteroids, dove si può far saltare letteralmente la testa della candidata nello spazio.

Un Pokemon per candidato – La battaglia per la Casa Bianca sfrutta anche il successo della celebre app di Niantic Pokemon Go. Qualche settimana fa la Clinton ha organizzato in un parco dell’Ohio e in Colorado una serie di cacce ai Pokemon per attirare il maggior numero di allenatori in un unico luogo e cogliere l’occasione per fare un po’ di propaganda. Anche Trump è stato ispirato da Pokemon Go per una parodia che trasforma l’avversaria in un mostriciattolo ribattezzato con il nome di Crooked Hillary, “Hillary disonesta”, con riferimento al mail-gate che ha coinvolto la candidata.

Intanto due professori universitari hanno sviluppato HillaryDonald Go, un’app che permette di andare a caccia dei candidati, anziché dei Pokemon, individuando nelle vicinanze stand, comizi, attivisti e punti di interesse e con la possibilità di inviare ai due leader il proprio sostegno.

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